Scintille nella seduta del Consiglio comunale di Avola convocato per discutere dell’emergenza idrica. Al centro del confronto, la vicenda dell’acqua torbida e dei casi di dissenteria nella città, che hanno spinto l’amministrazione ad emettere delle ordinanze per vietare il consumo idrico in alcune zone del Comune.

Il dibattito in aula

E’ stata l’opposizione a chiedere il dibattito pubblico, a cui ha preso parte la giunta, con in testa il sindaco, Luca Cannata, che, nel corso della seduta si è scontrato con gli avversari politici,  tra cui Nuccio Inturri ed Andrea Tinè, i quali hanno chiesto le cause dei due fenomeni e se l’amministrazione, in questi anni, avesse provveduto alle opere di manutenzione della rete idrica.

Cannata, “una seduta senza ragioni”

“Mi viene difficile comprendere le ragioni della seduta, visto che – ha detto il sindaco Cannata – gli uffici del Comune hanno avuto modo di spiegare ai consiglieri quello che l’amministrazione ha realizzato sulla rete idrica, inoltre abbiamo anche fornito delucidazioni nelle ordinanze, per non parlare della diffusione dei comunicati stampa o delle dirette sui social. Ho anche spiegato che il Comune di Avola, che fa parte dell’Ato idrico, ha presentato progetti per la rete idrica pari a circa 5 milioni di euro, già esecutivi, vuol dire che sono pronti per la gara”.

Inturri, “presenza di batteri nell’acqua”

I toni si sono accesi quando il consigliere di opposizione, Nuccio Inturri, leggendo l’esito delle analisi sulla rete idrica relative al 25 agosto, ha attaccato l’amministrazione, accusandola di poca trasparenza e nel corso del suo intervento ha elencato i risultati dei tecnici di un laboratorio privato, soffermandosi sulla presenza di batteri.

“Nelle ordinanze di divieto di consumo idrico – ha detto il consigliere Nuccio Inturri – non sono state indicate in modo chiaro le cause del provvedimento, tra cui la presenza di batteri coliformi ed escherichia coli. Perché non sono state riferite alla popolazione?”

Il vicesindaco, “emesso ordinanza per evitare rischi”

La replica non si è fatta attendere ma a prendere la parola è stato il vicesindaco, Massimo Grande. “Noi abbiamo emesso – ha detto il vicesindaco, Massimo Grande – un provvedimento in cui è stato espressamente indicato che l’acqua, in via cautelativa, fosse interdetta all’uso umano. E sapete perché? Dalle analisi che mi erano arrivate, emergeva un rischio di inquinamento alla rete idrica avolese, da qui la decisione del divieto dell’uso idrico”. I toni, nel corso della seduta, si sono accesi, e durante l’intervento di Inturri, il sindaco ha lasciato l’aula, seguito poi dal suo vice.