Paura nella notte tra sabato e domenica a Sortino (SR), dove un gruppo di malviventi ha preso di mira il bancomat della filiale del Monte dei Paschi di Siena, situata in pieno centro cittadino. L’esplosione, avvenuta intorno alle 3.30, ha svegliato diversi residenti della zona e provocato ingenti danni alla struttura, senza però consentire ai criminali di portare via il denaro custodito all’interno dell’Atm.

“I malviventi avrebbero utilizzato la tecnica della “marmotta”, un ordigno artigianale inserito nella fessura del bancomat e fatto esplodere per tentare di sventrare la cassaforte interna – afferma Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo  – e l’onda d’urto ha danneggiato anche parte dei locali della filiale e alcune vetrine vicine”.

La denuncia della FABI: non è più tollerabile. Servono misure strutturali

“Siamo di fronte all’ennesimo assalto che mette a rischio non solo il patrimonio delle banche, ma soprattutto la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. È un fenomeno che in Sicilia continua a crescere e che richiede risposte immediate e coordinate, ha dichiarato Urzì. La tecnica esplosiva utilizzata dimostra un livello di pericolosità altissimo e non possiamo aspettare che qualcuno si faccia male sul serio. Chiediamo da tempo un piano regionale sulla sicurezza degli Atm, con investimenti in tecnologia, videosorveglianza avanzata e sistemi anti-esplosione. Serve un coordinamento tra banche, forze dell’ordine e amministrazioni per individuare le aree più esposte e intervenire in modo preventivo. La sicurezza non è un costo, ma un dovere verso le comunità”.

Un fenomeno in crescita

 “Nella notte fra sabato e domenica dell’11 gennaio si era registrata un’altra notte di violenza sempre in provincia di Siracusa con due attacchi a filiali di istituti di credito, facendo esplodere un bancomat del Monte dei Paschi di Siena a Palazzolo Acreide e sventrando le pareti perimetrali di una dipendenza UniCredit a Buccheri. Le organizzazioni criminali puntano agli Atm situati in zone periferiche o con minore sorveglianza, sfruttando la rapidità dell’azione e la difficoltà di intervento immediato.

Urzì: Sicilia vulnerabile, servono investimenti immediati

 “I dati confermano che la Sicilia resta un territorio vulnerabile, con un livello di protezione degli Atm ancora insufficiente. Secondo gli ultimi report disponibili, solo il 38,2% degli Atm è dotato di sensori anti-esplosione, il 45,4% dispone di sistemi di tracciatura e macchiatura delle banconote, appena il 32,7% ha dispositivi per la localizzazione delle apparecchiature asportate. Inoltre, il 57,8% degli sportelli è collocato fronte strada (quindi più esposto) e solo il 46% è installato in aree blindate ad alta sicurezza. Risulta evidente che la tecnologia disponibile esiste, ma non è ancora diffusa in modo adeguato. È necessario accelerare l’adozione di sensori antigas, nebbiogeni e sistemi predittivi. La sicurezza non può essere un optional – aggiunge Urzì. Gli attacchi si concentrano soprattutto nelle ore notturne, in particolare tra le 2 e le 5 del mattino, e spesso nel fine settimana. L’esplosione di Sortino rientra perfettamente in questo schema operativo. Questi atti criminosi rappresentano un rischio elevatissimo per i residenti che vivono vicino agli sportelli e per gli utenti che potrebbero trovarsi nelle vicinanze al momento dell’esplosione”.