• Rigettati i ricorsi dei proprietari di 4 aziende agricole raggiunte da una interdittiva antimafia
  • La decisione è stata adottata dai giudici del Tar di Catania
  •  Le imprese si trovano nella zona nord del Siracusano e sono nella disponibilità della famiglia Carcione
  • L’interdittiva era stata emessa nei mesi scorsi del prefetto di Siracusa

I giudici del Tar di Catania hanno respinto i ricorsi presentati dagli amministratori delle 4 aziende agricole, situate nel territorio di Carlentini, a nord di Siracusa, destinatarie di una interdittiva antimafia emessa nel febbraio scorso dal prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto.

Rigettata sospensiva

La difesa, nella sua istanza, aveva chiesto la sospensione dell’esecuzione del provvedimento ed ora avrà 60 giorni di tempo per ricorrere in Appello, al Consiglio di giustizia amministrativa. Contestualmente il Tar ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese. Ha retto, dunque, la ricostruzione dal prefetto, nella cui relazione, frutto anche delle informative delle forze dell’ordine, è indicato un legame tra queste attività imprenditoriali e la famiglia Carcione, coinvolta in numerose inchieste della Procura, tra cui  Terre Emerse, su una presunta appropriazione illegittima di terreni.

Terre emerse

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Siracusa e dei carabinieri del comando provinciale di Siracusa, culminò nell’ottobre del 2015 con 11 arresti. Per gli inquirenti, il gruppo capeggiato dal carlentinese Antonino Carcione, avvalendosi di atti pubblici falsi tra il 2011 ed il 2014, rogati da un notaio, Giambattista Coltraro, condannato in primo grado in un procedimento giudiziario parallelo, e anche con intimidazioni e danneggiamenti, avrebbe acquisito la disponibilità di oltre 2 mila ettari di terreno appartenenti ad ignari proprietari e, con la complicità di ispettori dell’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, avrebbe conseguito erogazioni pubbliche per oltre 200 mila euro.

Il provvedimento del Gip di Siracusa

Nell’ordinanza Terre emerse, il Gip del Tribunale di Siracusa sottolineava che le indagini “hanno consentito di evidenziare l’esistenza di una organizzazione criminale finalizzata all’appropriazione indebita di terreni altrui ed al conseguente ottenimento del maggior beneficio economico possibile dalla terre illecitamente sottratte.”.

La strategia in Sicilia

Quanto emerso nella zona del Siracusano non è certo l’unico esempio in Sicilia, infatti nel febbraio del 2017 fu portata a termine dai carabinieri del Ros di Catania e dalla Compagnia di Santo Stefano di Camastra l’operazione Nebrodi, capace di alzare il velo sui rapporti d’affari tra il clan mafioso dei Nebrodi ed il clan Santapaola Ercolano.