Due notti di assalti, un impianto fotovoltaico saccheggiato e centinaia di migliaia di euro di danni. È il bilancio del raid messo a segno da una banda specializzata nel furto di rame ai danni di un’azienda con sede in contrada Bondifè, nel territorio di Melilli, di proprietà di un imprenditore siracusano
I colpi
Il colpo, articolato in due incursioni consecutive, ieri notte e stanotte, ha preso di mira l’intero sistema elettrico dell’impianto fotovoltaico che alimenta lo stabilimento: divelti i cablaggi in rame duro che collegavano i pannelli agli inverter, gli inverter alla cabina elettrica e la cabina all’impianto interno. Per introdursi nell’area, i malviventi hanno divelto il cancello di ingresso e forzato la porta degli uffici, portando via anche l’hard disk del sistema di videosorveglianza.
La testimonianza
“Hanno agito con metodo, non in modo improvvisato”, racconta la vittima. Il proprietario sottolinea come i ladri abbiano selezionato esclusivamente il rame di maggior pregio, proveniente dai cablaggi originari, ignorando il materiale di minor valore ricavato da lavorazioni miste. Un dettaglio che, secondo l’imprenditore, testimonia una conoscenza precisa dell’impianto e delle sue componenti più redditizie sul mercato clandestino dei metalli.
Il ritorno della banda
A colpire è soprattutto la seconda incursione. La notte scorsa, infatti, la banda è tornata sul luogo del delitto per completare il lavoro lasciato in sospeso, ben sapendo che lo stabilimento era ormai privo di qualunque presidio: niente più cancello, niente più sistema di videosorveglianza, accessi lasciati aperti dopo il primo raid. Una scelta che l’imprenditore legge come segno di una sostanziale sicurezza dell’impunità da parte dei responsabili.
Le indagini
Sul fronte delle indagini, affidate ai Carabinieri, sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza installate presso alcune attività vicine all’area colpita. Lo stabile è concesso in locazione a un’azienda terza che si occupa di compostaggio di rifiuti non pericolosi, tra cui sfalci e potature: anche questa attività, spiega l’imprenditore, si trova ora bloccata dall’assenza di energia elettrica, con un danno che si somma a quello già patito dal proprietario dell’impianto.
La stima dei danni
“Siamo vittime, non colpevoli, eppure ci troviamo ad affrontare un danno che va ben oltre la nostra azienda, perché coinvolge anche chi da noi ha preso in locazione lo stabile”, osserva l’imprenditore, che stima il danno complessivo in centinaia di migliaia di euro tra materiali sottratti, mancata produzione e fermo dell’attività locataria.
La vittima lamenta inoltre una sensazione di abbandono da parte delle istituzioni sul fronte della sicurezza del territorio, a fronte del regolare pagamento dell’IMU e di altre tasse da parte delle aziende dell’area. Una vicenda, quella di Bondifè, che l’imprenditore ha scelto di rendere pubblica anche per dare voce a un fenomeno che, sospetta, potrebbe non essersi fermato alla sua sola azienda, e che rischia di replicarsi ai danni di altre attività della zona industriale.






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