Il Tribunale di Siracusa ha assolto perché il fatto non costituisce reato 10 persone, tra cui presidenti di seggio e segretari rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sui presunti brogli elettorali in occasione delle elezioni amministrative di Siracusa del 2018.

La vicenda

La vicenda giudiziaria è nata dopo la denuncia di Ezechia Paolo Reale, candidato a sindaco del Centrodestra, deceduto lo scorso anno, sconfitto al ballottaggio dal sindaco in carica, Francesco Italia, esponente del Centrosinistra. Nel dicembre del 2019 il Tar di Catania, a seguito del ricorso di Reale sulle irregolarità nello spoglio, annullò la proclamazione di Italia. I giudici disposero, contestualmente, una mini tornata elettorale in 9 sezioni ma il Cga ribaltò il pronunciamento del Tar, facendo tornare in carica il sindaco di Siracusa.

Le accuse

In merito all’inchiesta giudiziaria, secondo la tesi degli inquirenti, gli imputati avrebbero “alterato il risultato della votazione, compilando nei verbali il prospetto riepilogativo, concernente lo scrutinio delle elezioni del Consiglio comunale”.

Errori involontari

Nel corso del procedimento è emerso che gli imputati commisero degli errori involontari, riconducibili alla complessità delle operazioni di voto, comprendente la preferenza di genere il cosiddetto voto disgiunto, la possibilità di votare per una lista e contestualmente il candidato a sindaco di un’altra.

La testimonianza

Uno dei difensori della difesa, l’avvocato Sofia Amoddio, ha chiesto ad un testimone, il vice prefetto di Siracusa, se gli errori avessero avvantaggiato qualche candidato ma il teste, delegato alle operazioni di verifiche dopo il ricorso al Tar, ha sostenuto che nessuno venne favorito dagli errori.

Sindaco, “tanto rumore per nulla”

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.  “All’epoca dissi: tanto rumore per nulla, ed oggi lo posso a maggior ragione ribadire. Nulla. Non c’è mai stato – dice il sindaco di Siracusa – alcun reato da parte dei presidenti di seggio. Solo una certa confusione per ledere la mia onorabilità. Si chiude nel modo più prevedibile, una pagina molto triste della politica siracusana degli ultimi anni. So che non avverrà mai, ma dignità vorrebbe che in molti mi chiedessero scusa”