Un’altra denuncia choc di un operatore sanitario dell’ospedale Umberto I di Siracusa che, oltre a svelare la sua positività al Covid-19, sostiene di avere lavorato in condizioni di sicurezza precarie.  E’ una infermiera che, attraverso il suo profilo Facebook,  ha raccontato le emozioni vissute poco dopo aver scoperto di aver contratto l’infezione che la costringerà a restare in quarantena.

“Ieri sera, purtroppo, anche io ho ricevo una notizia che non avrei mai voluto sentire: il risultato “positivo” del mio tampone. Come già sapete, al Pronto soccorso di Siracusa molte cose, o meglio, troppe cose non funzionano e, quindi, non sono andate come dovevano andare, mettendo a rischio, oltre ai tanti pazienti in attesa di ricevere le loro cure, in primis chi come me ci lavora per prestare loro le cure necessarie”.

La testimonianza dell’infermiera si arricchisce di particolari, tra cui la positività di un numero davvero impressionante di operatori del Pronto soccorso, ormai diventato un vero focolaio.

Siamo in 11 solo i positivi del personale che lavoriamo – scrive – al Pronto soccorso e oggi aspettiamo altri risultati. Non vi nego che la paura non mi manca ma sono ancora più scoraggiata perché ieri ho fatto il mio ultimo giorno di lavoro e da oggi non potrò più prestare servizio con la mia squadra, per cercare di sconfiggere questo maledetto virus che ci ha costretto a vivere e a lavorare nella paura. Mi auguro che io e i miei colleghi possiamo tornare presto a lavorare più forti di prima, di nuovo tutti insieme”.

L’infermiera svela anche le condizioni di sicurezza in cui, soprattutto all’inizio, si è lavorato al Pronto soccorso.

“Spero anche – scrive l’infermiera – che chi ha permesso che tutto ciò avvenisse, non dandoci da subito le giuste protezioni, abbandonandoci in questa guerra subito senza l’armatura idonea, paghi- Penso che abbiate capito tutti il mio stato d’animo”