Nessun ampliamento, nessuna nuova discarica. Lo affermano Giuseppe Carta, presidente della Commissione Ambiente dell’ARS e deputato dell’MPA-Grande Sicilia, e Francesco Colianni, assessore regionale all’Energia, che  intervengono sulla discarica di Grotte San Giorgio, nel territorio di Lentini, dopo che la notizia del parere tecnico favorevole del CTS alla riapertura del sito aveva scatenato la reazione della comunità locale e acceso la miccia della campagna elettorale per le amministrative di fine maggio.

La precisazione regionale

I due esponenti regionali tracciano una distinzione: non si tratta di un ampliamento, precisano, ma dell’utilizzo di volumi residui — circa cinque metri generati dall’assestamento naturale dei rifiuti e dal biogas — per completare il riempimento e avviare la messa in sicurezza definitiva. Il parere del CTS è favorevole ma limitato a sei mesi, e non è ancora stata emessa alcuna autorizzazione amministrativa.

La porta non è chiusa

Detto altrimenti: Carta e Colianni dicono no a nuove discariche e no ad ampliamenti. Ma sulla porzione già esistente, quella che tecnicamente consentirebbe altri sei mesi di conferimento, la porta non è chiusa. È una distinzione sottile, forse troppo, per una comunità che con quella discarica ci convive da decenni e che fatica a vedere la differenza tra “completare il riempimento” e “riaprire il sito”.

Prima di qualsiasi decisione, annunciano i due, verrà convocato a Palermo un tavolo con i rappresentanti dei comuni di Lentini, Carlentini, Francofonte e Catania, insieme alle associazioni e ai portatori di interesse. Si valuta anche l’ipotesi di fondi pubblici regionali per evitare il conferimento di nuovi rifiuti. “Saranno loro a decidere”, promettono. Ma se la posizione è già così netta, viene da chiedersi cosa resti da decidere.

 Lo scontro elettorale

È sul terreno elettorale che la vicenda deflagra. Il candidato a sindaco del centrosinistra, Enzo Pupillo del Partito Democratico, aveva definito la riapertura “inaccettabile” e “umiliante”, parlando di dieci mesi di operatività — una finestra temporale che non trova riscontro nei sei mesi indicati nel comunicato regionale. Una discrepanza che alimenta la polemica invece di spegnerla.

A rispondere per le rime è Giuseppe Fisicaro, candidato a sindaco espressione dell’MPA-Grande Sicilia e dunque diretto riferimento politico di Carta sul territorio. Fisicaro ribalta il fronte: è il Partito Democratico, attacca, ad aver avviato nel 2009 la realizzazione dell’attuale discarica di Lentini. Accusare oggi la maggioranza regionale di centrodestra di voler imporre nuovi sacrifici al territorio, sostiene, è pura mistificazione. Lo scontro, insomma, non è solo sulla discarica. È sulla memoria politica di Lentini e su chi, in questa campagna elettorale, può permettersi di intestarsi la battaglia ambientale.

 Il peso del passato

Sullo sfondo pesa la storia della Sicula Trasporti, storicamente legata alla famiglia Leonardi e travolta nel 2020 dall’inchiesta “Mazzetta Sicula”, che portò alla luce — secondo gli inquirenti — un sistema di corruzione e illeciti ambientali. Da allora la società opera sotto amministrazione giudiziaria. Un contesto che rende ogni mossa politica sul dossier Grotte San Giorgio più scivolosa del solito, e ogni dichiarazione soggetta a letture che vanno ben oltre il merito tecnico. Carta e Colianni hanno tracciato la loro linea. Fisicaro ha attaccato. Pupillo ha alzato la voce. E i cittadini di Lentini, in mezzo, aspettano di capire chi deciderà davvero e quando.