La Sicilia torna a guardare al passato per non affogare nei propri rifiuti. In un momento di estrema criticità per il sistema di smaltimento regionale, il Dipartimento Territorio e Ambiente della Regione Siciliana ha concesso il via libera alla Sicula Trasporti per la riapertura della vecchia discarica in contrada Grotte San Giorgio. Una decisione nata dall’urgenza di trovare spazi immediati per circa 120.000 tonnellate di rifiuti, evitando così il collasso dei comuni e i costi esorbitanti delle spedizioni all’estero.

Un colosso che regge l’Isola

L’impianto di Lentini non è un sito come gli altri: è il cuore pulsante, seppur malato, del ciclo dei rifiuti della Sicilia orientale. Situata al confine tra le province di Siracusa e Catania, la discarica serve oltre 200 comuni, accogliendo la frazione indifferenziata che, dopo essere transitata dall’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), viene ridotta in ecoballe. Oltre ai rifiuti solidi urbani, il sito ospita aree specifiche per lo smaltimento di materiali pericolosi come l’’amianto (MCA) e scarti industriali non pericolosi. Di fatto, senza Grotte San Giorgio, il sistema siciliano cessa di funzionare.

La dura presa di posizione di Enzo Pupillo

La notizia del decreto regionale ha scosso profondamente la comunità locale e nella giornata di domani è prevista una manifestazione. A Lentini si voterà tra poche settimane ed il tema della discarica entra prepotentemente nel dibattito politico. Contro questa decisione si è schierato Enzo Pupillo, candidato a sindaco del Partito Democratico  Pupillo ha definito la riapertura di ulteriori dieci mesi come un atto “inaccettabile” e “umiliante” per un territorio che ha già sacrificato decenni di salute e decoro sull’altare dell’emergenza permanente.

“Contrasteremo con ogni mezzo questa decisione che costituisce una nuova forma di aggressione e violenza intollerabile”, ha dichiarato Pupillo, ricordando come la discarica più grande della Sicilia sia diventata negli anni un simbolo di prevaricazione ai danni dei cittadini lentinesi.

 L’ombra di “Mazzetta Sicula” e l’amministrazione giudiziaria

A rendere ancora più tesa la situazione è il passato recente della gestione. La Sicula Trasporti, storicamente legata alla famiglia Leonardi, è stata travolta nel 2020 dall’inchiesta “Mazzetta Sicula”. Le indagini della Procura di Catania portarono alla luce un sistema di corruzione e illeciti ambientali che coinvolse il patron Antonino Leonardi, svelando quello che gli inquirenti definirono un “perverso sistema di malaffare”. Da allora, la società opera sotto amministrazione giudiziaria, un regime che garantisce la legalità dei flussi ma che non ha risolto il nodo strutturale della saturazione dei bacini.

Un “ponte” verso i termovalorizzatori

La Regione giustifica questa scelta come un male necessario. La riprofilatura degli spazi esistenti serve a “tamponare” il vuoto normativo e strutturale in attesa della costruzione dei due termovalorizzatori promessi dal governo regionale e di un potenziamento della raccolta differenziata che stenta a decollare in modo uniforme. L’obiettivo sarebbe quello di creare un ciclo più efficiente con impianti di stoccaggio capillari, ma per Lentini questa appare come l’ennesima promessa di una transizione che, nei fatti, continua a pesare sulle spalle di un solo territorio. Nel frattempo, le ruspe torneranno a muoversi a Grotte San Giorgio, mentre la tensione politica e sociale a Lentini promette una primavera di proteste e ricorsi.