Avvisi affissi, orari comunicati, promesse di interventi programmati. E poi la realtà: energia elettrica che va e viene a singhiozzo, attività commerciali in ginocchio, turisti esasperati e lavoratori in smart working con i computer scarichi e le videochiamate troncate a metà. Il centro storico di Avola sta vivendo ore di caos per via dei lavori legati all’erogazione dell’energia elettrica da parte dei tecnici Enel, con disservizi che si sono clamorosamente discostati dal cronoprogramma annunciato.

La ricostruzione dei residenti è netta: “C’erano degli avvisi che informavano degli interventi nelle giornate di ieri e oggi, ma con delle indicazioni precise – raccontano alcuni abitanti del centro storico –. L’interruzione di ieri sarebbe dovuta avvenire a partire dalla mattina e quella di oggi nel pomeriggio. In realtà ieri pomeriggio l’energia andava e veniva, mentre stamane riscontriamo lo stesso problema”. Un copione che si ripete, con la differenza che ad ogni interruzione non programmata le conseguenze si moltiplicano. All’Enel sono già arrivate oltre 115 segnalazioni. Un numero che racconta meglio di qualsiasi commento l’ampiezza del disagio.

Rosticcerie, bar e ristoranti: una giornata da dimenticare

A pagare il prezzo più salato sono le attività commerciali. Nel centro storico, una rosticceria ha di fatto perso un’intera giornata lavorativa: senza energia elettrica stabile, impossibile accendere i forni, gestire le celle frigorifere, garantire il servizio. Un danno economico diretto, concreto, difficilmente recuperabile. Bar, ristoranti e pizzerie denunciano disagi analoghi: ordini saltati, prodotti da frigorifero a rischio, clienti dirottati altrove. Alcuni titolari hanno già contattato i propri legali per valutare un’azione di risarcimento danni nei confronti del gestore della rete. Un segnale che la pazienza è finita.

Il turismo nel mirino, con il caldo che non perdona

Con le temperature roventi di questi giorni, l’assenza di energia elettrica si trasforma in una vera e propria emergenza. Le strutture ricettive del centro storico si sono trovate a fare i conti con ospiti impossibilitati ad accendere i condizionatori d’aria: un disagio che in piena estate siciliana rasenta la tortura. A complicare il quadro, i problemi all’erogazione dell’acqua che hanno accompagnato i blackout. Alcune strutture dotate di serbatoi propri sono riuscite a tamponare l’emergenza idrica.

Smart working: il lavoro da casa si ferma anche lui

Meno visibile ma non meno reale, il danno subito da chi lavora in smart working. Nel centro storico risiedono anche professionisti, consulenti e dipendenti in modalità remota che si sono ritrovati con connessioni interrotte, dispositivi scarichi e riunioni virtuali saltate senza preavviso. Per chi fattura a ore o gestisce clienti in tempo reale, un’interruzione non programmata significa perdita economica diretta, oltre al danno reputazionale verso committenti e datori di lavoro.