Il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza, scende in campo e lo fa per difendere la società idrica provinciale sull’esclusione dal bando milionario per le infrastrutture idriche e per affondare un dove fa più male: Avola, il Comune del deputato nazionale di Fratelli d’Italia Luca Cannata, amministrato dalla sorella Rossana, ha perso quasi 4 milioni di euro in finanziamenti per la rete idrica.

Le accuse al Comune di Avola

Documentazione incompleta, allegati mancanti, progetto bocciato. Mentre altri Comuni della provincia portavano a casa oltre 10 milioni, la roccaforte elettorale di casa Cannata restava a mani vuote. E ora è proprio un esponente di quella famiglia politica a fare la morale sulla gestione dell’acqua in provincia di Siracusa.

Perché Aretusacque non ha partecipato al bando

La difesa di Assenza sullo SFNIISSI — lo Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico, un miliardo di euro destinato alle reti idriche — è costruita su un argomento tecnico preciso. Per accedere ai fondi era necessario che i progetti fossero già inseriti nel Piano Nazionale (PNIISSI), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2024, oppure negli elenchi dell’Allegato IV del D.L. 77/2021. La finestra per la presentazione delle proposte si era chiusa il 21 giugno 2023. In quella data, Aretusacque non esisteva ancora.

“È di lapalissiana intuizione dunque che la mancata partecipazione di Aretusacque S.p.A. allo strumento finanziario nazionale è derivata da oggettiva impossibilità a partecipare”, scrive Assenza, escludendo categoricamente qualsiasi profilo di negligenza gestionale. E chiude: “risulta infondato, arbitrario e fuori luogo ogni eventuale accusa di omessa sorveglianza.”

Cannata non ci sta. “Se mancavano i requisiti — replica il deputato — questo certifica il fallimento della programmazione idrica. Dopo anni di gestione e promesse di efficienza, il territorio si è trovato impreparato davanti a una delle più importanti opportunità di finanziamento disponibili.” E annuncia accesso agli atti e l’utilizzo di tutte le prerogative parlamentari.

L’ATI non poteva partecipare: Italia smonta l’accusa

Su questo punto interviene anche il sindaco di Siracusa e presidente dell’ATI idrico, Francesco Italia, con una precisazione che ridisegna il perimetro delle responsabilità. Il bando SFNIISSI, spiega Italia, individua come soggetti ammissibili le imprese — pubbliche o private — gestori del servizio idrico integrato, accreditati e iscritti al Registro delle imprese. L’ATI Siracusa è un ente pubblico di governo e programmazione, non una società di gestione: non poteva partecipare per legge, prima ancora che per scelta.

“Accusare l’ATI di non avere partecipato a un bando cui non poteva partecipare — scrive Italia — equivale a rimproverare un arbitro per non avere segnato un gol.” Il ruolo dell’ATI, chiarisce il sindaco, era quello di supportare l’eventuale candidatura del gestore attraverso l’aggiornamento del Piano Economico Finanziario e del Piano d’Ambito, non presentare direttamente la domanda. Una distinzione che Cannata, secondo Italia, ha frainteso — o fatto finta di non comprendere — pur bastando “una semplice lettura dell’avviso pubblico.” Il deputato di FdI, però, non arretra: annuncia accesso agli atti proprio per verificare chi abbia fatto cosa e in quali tempi, lasciando intendere che la ricostruzione di Italia potrebbe non essere l’ultima parola.

Il caso Avola: 4 milioni persi nel feudo di famiglia

È il punto più bruciante della nota di Assenza, calibrato con chirurgica precisione politica. Il Comune di Avola ha presentato tre progetti per circa 4 milioni di euro al bando regionale FESR Sicilia 2021-2027. Risultato: tutti inammissibili, per documentazione incompleta e totalmente priva degli allegati richiesti. Nel frattempo Melilli, Sortino, Ferla, Lentini e Noto hanno ottenuto oltre 10 milioni con progetti valutati “ottimi”, anche grazie alla collaborazione istituzionale con l’ATI. Assenza non risparmia nessuno: “Siamo certi che il Sindaco di Avola saprà individuare i responsabili, comunicarne i nominativi e procedere conseguenzialmente ai provvedimenti del caso.”

Cannata sposta il campo: nell’ambito della procedura FESR non era il Comune il soggetto chiamato a gestire la candidatura, ma il sistema facente capo all’ATI. Annuncia accesso agli atti per ricostruire trasmissioni documentali, istruttorie e responsabilità di ciascun attore.

“Intervenga prima, non a buoi scappati”

L’affondo più politico è anche il più diretto. “Il compito primario di un Deputato nazionale dovrebbe essere quello non di intervenire a Bando scaduto, ma di informare, sollecitare a tempo debito gli Enti locali interessati, incalzarli, fungere insomma da pungolo, piuttosto che sollevare l’ingiusto clamore della propaganda, a buoi scappati”, scrive Assenza. La chiosa è una stilettata che colpisce nel segno: “Se anche il Comune di residenza è risultato il più impreparato, non c’è da stupirsi più di tanto.”

Cannata risponde senza arretrare: “Sul mio ruolo non ho bisogno di indicazioni. Il compito di un parlamentare è controllare, verificare, chiedere conto dell’utilizzo delle risorse pubbliche.” E rovescia la domanda sul Consiglio di Sorveglianza: “I cittadini hanno diritto di sapere cosa abbiano fatto in questo anno. Quali atti hanno prodotto. Quali controlli hanno effettuato. Quali criticità hanno segnalato.”

Lo scontro che viene da lontano

Per capire la durezza di questo botta e risposta occorre risalire al luglio 2025, quando fu composto il Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque. Cannata fu lasciato fuori dalla partita. A plasmare la cinquina furono il deputato regionale dell’MPA Peppe Carta, il sindaco di Siracusa Francesco Italia e il parlamentare azzurro Riccardo Gennuso. Il presidente scelto, Assenza, è figura storicamente vicina a Carta — che nel 2022 lo aveva indicato come potenziale candidato a sindaco di Siracusa. Da quel momento FdI non ha mai smesso di attaccare la governance idrica provinciale. La vicenda del bando SFNIISSI è l’ultimo capitolo di uno scontro che si combatte formalmente sull’acqua e sostanzialmente sul potere: su chi controllerà per i prossimi decenni il servizio idrico integrato di una provincia che vale molto sotto l’aspetto industriale e turistico.  Con il 2027, elezioni regionali e  politiche,  che avanza sullo sfondo come il vero obiettivo di tutti.