Si chiude in via definitiva il contenzioso sulla gara per la fornitura di acqua potabile alle navi nel porto di Augusta. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana (CGA) di Palermo ha confermato la legittimità dell’aggiudicazione alla Sicilpontoni Patanè S.r.l., ribaltando la decisione di primo grado.
La vicenda
La vicenda giudiziaria era nata dal ricorso al TAR di Catania presentato dalla ditta arrivata seconda in graduatoria, che aveva contestato l’operato della commissione di gara e i criteri di valutazione delle offerte. Il TAR aveva accolto il ricorso, annullando la procedura e disponendone la ripetizione.
Contro quella pronuncia la Sicilpontoni Patanè aveva proposto appello al CGA, affidando la difesa all’avvocato Emanuele Tringali con il supporto della collega Nunziata Sulano, di Augusta, e successivamente, nella fase conclusiva, all’avvocato Pietro Aglianò.
La riforma della sentenza
Il giudice d’appello ha riformato la sentenza del TAR, accertando la piena regolarità della posizione della società aggiudicataria e la sussistenza di tutti i requisiti previsti dal bando. Elemento centrale della decisione è la circostanza – ritenuta dirimente dal CGA – che la ditta seconda classificata fosse priva del requisito essenziale della concessione demaniale, presupposto indispensabile per operare nel servizio oggetto di affidamento. Anche le censure relative al metodo di valutazione adottato dalla commissione, esaminate sia dal TAR che dal CGA, sono state ritenute infondate.
Con la pronuncia del Consiglio di Giustizia Amministrativa, la Sicilpontoni Patanè S.r.l. potrà proseguire senza incertezze l’attività di rifornimento idrico alle navi in transito e in sosta nello scalo augustano, servizio considerato strategico per l’operatività del porto.






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