Il carcere di Siracusa arriva al tavolo della Prefettura. Ieri, su invito della Prefetta Chiara Armenia, si è tenuto un confronto istituzionale che ha riunito per la prima volta nella stessa stanza Prefettura, Asp, Amministrazione penitenziaria e Magistratura di sorveglianza, chiamati a discutere delle criticità segnalate nelle ultime due relazioni del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanni Villari.

Chi c’era al tavolo

Al tavolo, oltre a Villari, il commissario straordinario dell’ASP di Siracusa Giuseppe Iraci, la dirigente e coordinatrice infermieristica Donatella Capizzello, la responsabile dell’Unità operativa di Medicina Penitenziaria Carmela Baiano, il direttore dell’istituto Giuseppe Russo e la magistrata di sorveglianza Marisa Marchionni, la cui presenza era stata espressamente sollecitata dallo stesso Garante. Un parterre istituzionale ampio, che di per sé segnala il livello di attenzione raggiunto dal dossier Cavadonna dopo mesi di segnalazioni rimaste senza riscontro operativo.

La relazione su Cavadonna: sovraffollamento, serpenti e topi

A convincere la Prefettura ad aprire il tavolo è stata soprattutto la relazione stilata da Villari dopo il sopralluogo del 27 luglio, che restituisce la fotografia di un istituto al limite. I detenuti presenti quel giorno erano 724, in una struttura che da settimane naviga stabilmente sopra le 700 unità. Il dato più clamoroso riguarda gli impianti di elevazione: tutti e otto fuori uso da circa otto mesi, con i detenuti che necessitano di soccorso trasportati “a braccio” fino all’infermeria. Il ripristino richiederebbe tra i 30mila e i 35mila euro, fondi in capo al Provveditorato regionale, che ha però altre 23 richieste analoghe da altri istituti siciliani.

A questo si aggiunge una carenza cronica di medici, con turni scoperti, e una contrazione degli organici di Polizia Penitenziaria che il Garante ha definito “livello d’allarme rosso”: durante la sua visita ha assistito a una violenta lite tra due detenuti sedata da un solo agente a presidio di quattro livelli detentivi. Il quadro si completa con l’assenza di nebulizzatori d’acqua nelle aree passeggio nel pieno dell’estate, parassitosi da letto, ratti negli spazi esterni, due avvistamenti di piccoli serpenti e il divieto, imposto dal Provveditorato, di acquistare Gatorade e integratori idrosalinici tramite il sopravvitto.

Il programma

È su questo dossier che ieri si è misurato il tavolo convocato dalla Prefetta Armenia, che ha chiesto risposte concrete e sollecitato ciascuna istituzione a farsi parte attiva in un percorso di verifica. Dalle parti è arrivata una disponibilità dichiarata a procedere in modo sinergico, superando le logiche autoreferenziali che finora hanno rallentato le soluzioni. Manca però, almeno per ora, un cronoprogramma: nessuna cifra e nessuna scadenza vincolante sui punti più critici. Il confronto si riprenderà a fine settembre, quando le stesse parti torneranno a riunirsi per verificare l’effettivo raggiungimento degli obiettivi concordati.