La Cgil Sicilia teme per il futuro del Petrolchimico di Priolo dopo l’esplosione del caso Isab, la società che gestisce le due raffinerie più importanti della zona industriale siracusana.

Il pericolo russo

Il Tribunale di Milano ha disposto il pignoramento delle quote dell’Isab, detenute da Goi Energy, la proprietaria di Isab, per via di un debito di 150 milioni verso Litasco, facente parte del gruppo della russa Lukoil. In queste condizioni, lo stabilimento rischia di tornare nell’orbita del paese di Putin, il cui petrolio è sotto embargo così come molte esportazioni. Dal Governo fanno, però, sapere di essere pronti ad usare il jolly della Golden power che consentirebbe allo Stato di bloccare un eventuale passaggio di consegne, considerato che Isab è statao dichiarata sito di interesse strategico nazionale.

I dubbi della Cgil

“Le rassicurazioni del ministro Urso – dice  Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia –  sulla vicenda del pignoramento delle quote di Goi energy sono insufficienti , a fronte dell’importanza di quell’impianto per la Sicilia e per il Paese. Il governo ha assunto la golden power, questa deve essere adesso chiarita nei termini e adoperata nei confronti dei soci , che ricordiamo non sono gruppi industriali ma fondi di investimento , e i suoi termini devono essere illustrati alle parti sociali, al territorio e al governo regionale”.

L’invito a Schifani

La segretaria della Cgil Sicilia denuncia “i silenzi del governo regionale sul futuro industriale della Sicilia” ma, allo stesso tempo, lancio un messaggio al presidente della Regione. ” E’ necessario adesso – sottolinea Messina- che anche Schifani chieda come noi l’attivazione di un tavolo ministeriale per allontanare ogni dubbio e definire un trasparente piano per il futuro di Isab”. Nella nota, la Cgil rileva che “la proprietà finora non ha mai voluto incontrare il sindacato per illustrare e definire le scelte ed i tempi del piano industriale e nel frattempo la chiusura del cracking eni e la riconversione in bioraffineria ha segnato uno scenario nuovo sconvolgendo quell’assetto e imponendo un cambio dei progetti”.  E’ di fronte a questo scenario- osserva Messina- che serve trasparenza e il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati nei passaggi che verranno a determinarsi”.