• Trentenne denunciato per vilipendio delle istituzioni
  • Ha insultato sui social un poliziotto
  • Le indagini del commissariato di Lentini

Sui social avrebbe postato frasi offensive ed ingiuriose nei confronti di un agente di polizia in servizio al commissariato di Lentini e così un uomo di 30 anni è stato denunciato.

La vicenda

La vicenda nasce nei giorni scorsi, in concomitanza con la festa del patrono della città, nel corso della quale un giovane, insofferente alle regole per il contenimento del Covid19, si è acceso una sigaretta in mezzo ad alcuni fedeli. Sono intervenuti gli agenti di polizia ed il giovane avrebbe finto un malore, accusando un poliziotto di averlo colpito: quella vicenda, secondo quanto emerge nella ricostruzione delle forze dell’ordine, sarebbe finita in pasto ai social ed i commenti sarebbero stati di solidarietà al ragazzo, come se fosse rimasto davvero vittima di un’aggressione da parte dei poliziotto.

Gli insulti sui social

Il trentenne sarebbe andato oltre, infatti si sarebbe rivolto in modo oltraggioso, prendendosela, in particolare, con un agente, postando anche il suo nome. L’indagato è stato convocato in Commissariato ed a quel punto avrebbe fatto una formidabile marcia indietro, sostenendo di essersi fatto prendere la mano, solo che era troppo tardi, per cui è stata formalizzata una denuncia “per vilipendio delle istituzioni e diffamazione aggravata a mezzo social”.

La polizia

“La Polizia di Stato opera un attento monitoraggio sulle numerose – fanno sapere dalla Questura di Siracusa –  piattaforme di comunicazione on line esistenti e ricorda che i social non sono un territorio franco ove poter esprimere impunemente anche i peggiori istinti aggressivi o offensivi nei confronti di persone pubbliche e private o di Istituzioni della Repubblica”.

“Le opinioni espresse ed i giudizi dati a mezzo Web e social sono sottoposte alle stesse regole e alla stesse leggi che regolamentano il buon vivere, le buone maniere e le relazioni tra persone. Inoltre, le offese o le ingiurie a mezzo social sono reati aggravati dall’utilizzo di un mezzo di comunicazione di massa” concludono dalla Questura di Siracusa.