Gli incontri per decidere quale azienda avrebbe dovuto vincere l‘appalto sul servizio di ausiliarato, sarebbero avvenuti nei bagni dell’Asp di Siracusa. Il timore di essere intercettati era elevato e così sarebbero state adottate delle opportune precauzioni per non essere ascoltati.

L’inchiesta sulla corruzione

E’ quanto emerge nell’inchiesta della Procura di Palermo su presunte gare truccate, specie nel campo della sanità, per cui ci sono 18 indagati, tra cui l’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro, e 5 dirigenti dell’azienda sanitaria siracusana, in particolare l’attuale direttore generale, Alessandro Caltagirone.

Un’altra azienda in corsa per l’appalto

Secondo i pm, per quell’appalto vinto dalla Dusmann Service, su pressing del leader della Dc e poi, nella tesi dei magistrati, con la mediazione del parlamentare nazionale, Saverio Romano, sarebbe stata in lizza un’altra azienda, “sponsorizzata” da un altro manager dell’Asp, non coinvolto nell’inchiesta.

Il summit in bagno

Dalle indagini dei pm, quest’ultimo avrebbe chiamato nella sua stanza il presidente della Commissione giudicatrice, Paolo Emilio Russo, direttore amministrativo dell’ospedale Noto-Avola. Sarebbe stata presente una terza persona, indicata dai pm come un imprenditore, la cui azienda era in corsa per quell’appalto. A quel punto, i tre si sarebbero “rifugiati” in bagno per discutere ma lasciando da un’altra parte i telefonini, evidentemente temendo di essere intercettati.

Il fuoco incrociato

Gli investigatori sostengono che il piano dei componenti della commissione sarebbe stato di congelare temporaneamente l’assegnazione dell’appalto su cui sarebbe stata in vantaggio la Dusmann, più vicina a Cuffaro ed al direttore generale, Alessandro Caltagirone, che, dalle intercettazioni, è definito, dallo stesso ex presidente della Regione, come un uomo suo. Insomma, la Commissione, nella versione della Procura di Palermo, si sarebbe trovata sotto un fuoco incrociato, con due manager che avrebbero pressato per aziende diverse.

Cuffaro: “Ho stretto ai fianchi Schifani”

Insomma, un vero stallo, di cui sarebbe venuto a conoscenza Totò Cuffaro, che avrebbe contattato il telefono il riottoso manager, a cui avrebbe promesso una posizione. “.Mah …tu lo sai che stiamo lavorando per Palermo, vero?…”Ho stretto ai fianchi Schifani …quindi diventerà una cosa buona”.

La replica della Dusmann

Da parte sua la Dusmann service ha fatto sapere di essersi dissociata dai fatti riportati assicurando alle autorità competenti la massima collaborazione nelle indagini.

 

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