Il ritorno della stagione delle bombe a Siracusa segna una nuova strategia di Cosa Nostra: lanciare un messaggio forte alle categorie produttive ed alla città che chi non si piega è destinato a ricevere il trattamento riservato alla famiglia Borderi, vittima di due attentati.
Il corteo
Che la situazione a Siracusa sia difficile lo si è percepito anche dalla decisione del presidente della Commissione regionale antimafia, Antonello Cracolici, di partecipare al corteo anti racket, organizzato dalle associazioni e dai sindacati, tenutosi ieri sera. Tante istituzioni ma pochi commercianti o imprenditori, d’altra parte questa è una città in cui non ci sono denunce.
Presidente Cracolici, da dove si deve partire per questa lotta al racket?
Denunciando perché se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni è che dove c’è il rischio che l’imprenditore denunci Cosa nostra sta lontana, perché teme, a differenza del passato, di avere ripercussioni da parte delle forze dell’ordine e quindi di mettere a rischio della loro libertà.
E poi?
La migliore medicina è la denuncia, poi è importante l’associazionismo. Nei mesi scorsi, quando mi sono recato a Siracusa insieme alla Commissione ho notato che il silenzio manifestatosi in questi anni e questo silenzio era dimostrato dal fatto che anche l’associazionismo si era via via dileguato, era diventato un’arma importante per tornare a fare affari con le estorsioni. L’appello è che la città reagisca, che abbia consapevolezza che da soli non si andrà da nessuna parte.
Siracusa è una città senza denunce, al corteo mancava la base….
E’ chiaro c’è molta paura, adesso non possiamo prendercela con i cittadini: lo Stato deve dimostrare anche di dare fiducia. Io sono convinto che oggi a differenza del passato l’attività estorsiva non ha solo la missione di raccogliere soldi ma di dimostrare che esercita il controllo del territorio. Dobbiamo avere una reazione, inoltre non escludo la presenza di possibili nuovi attori o nell’ambito di una guerra di posizionamento tra le varie famiglie mafiose o perché questi stessi cercano di conquistare pezzi di territorio. E’ una partita delicata anche perché la criminalità cambia, cambiano persino le persone e quindi c’è il rischio che una parte di essi si convinca di dimostrare attraverso la violenza di essere in grado di spadroneggiare le nostre città ed è fondamentale il contrasto, arrestarne uno significa tanto.






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