Salvini fascista, historia docet’ e ‘olocausto mediterraneo’ sono alcuni dei cartelli esposti in prima fila da alcuni giovani contestatori davanti al palco a Siracusa dove tra poco parlerà Matteo Salvini.

I sostenitori con bandiere della Lega hanno risposto scandendo lo slogan ‘Matteo, Matteo’.

I due gruppi sono a contatto e quasi mescolati, al momento pacificamente, ma inveiscono uno contro l’altro.

La polizia ha allontanato di qualche metro dal palco i manifestanti anti-Salvini a Siracusa – in gran parte giovanissimi -, indossando i caschi di protezione.

La tensione è alta e i contestatori continuano a urlare slogan e insulti contro il ministro dell’Interno, esortato ad andare “fuori da Siracusa”.

I sostenitori aspettano che il comizio possa iniziare e dal palco lo speaker ha provato a contrastare con il microfono fischi e invettive dei contestatori.

Con oltre un’ora di ritardo sul programma Matteo Salvini é salito sul palco a Siracusa, accolto da sostenitori e contestatori in piazza, in un caos generalizzato.

“Siete liberi di ospitare cento migranti a testa a casa vostra”, ha detto Salvini ironico ai contestatori, definiti “nostalgici della falce e del martello”.

“Si vergogni Renzi, con tutti i danni che ha fatto al Paese, e si vergognino quelli che vogliono fare un governo con lui, con la Boschi, con il partito delle banche fallite”.

Cosi’ Matteo Salvini dal palco di Siracusa, incurante della contestazione incessante di buona parte della piazza XXV Giugno gremita.

“Se volete essere servi di Macron e della Merkel, votate Renzi – ha detto tra i cori e gli applausi dei suoi sostenitori-. Qui non ci sono fascisti, in questa piazza ci sono italiani liberi”.

Matteo Salvini ha concluso il suo comizio a Siracusa mostrando il rosario stretto nel pugno e baciando un santino che gli è stato passato dal pubblico.

Sono quindi iniziati i selfie con i sostenitori sul palco. “Se fate i bravi li faccio anche con voi”, ha detto ironico ai contestatori che a decine per tutto il discorso lo hanno coperto di insulti.