La coltivazione a ridosso di un torrente

Maxi piantagione di droga nel Siracusano, condanna per 2 coltivatori

Il giudice di Siracusa ha emesso le condanne nei confronti di Stefano Formica, 34 anni, e Vincenzo Rio, 24 anni, entrambi di Sortino, accusati di avere realizzato un piantagione di marijuana nel territorio di Melilli, nel Siracusano. I due, difesi dall’avvocato Junio Celesti, hanno rimediato una pena pari ad 1 anno e 4 mesi di reclusione ciascuno mentre, al termine della requisitoria, il pm aveva sollecitato una condanna a due anni per entrambi.

Ad arrestarli, nei mesi scorsi, sono stati i carabinieri del comando provinciale che hanno colto con le mani nel sacco gli imputati, sorpresi  ad irrigare le oltre 250 piante di marijuana, ricavate su un fondo di 200 metri quadrati in contrada Pantalone di Sopra, nel territorio di Melilli, nel Siracusano. Erano di un’altezza media di un metro mezzo ed erano irrigate grazia una pompa a motore legata al torrente Belluzza. Al momento del “raccolto” le piante avrebbero assicurato un’ingente quantità di sostanza stupefacente, con notevoli guadagni una volta venduta. “Le piante, previa campionatura utile agli esami ed alle successive indagini, sono state distrutte” fanno sapere i carabinieri di Siracusa.

Poco prima di quel bltiz, i carabinieri avevano scoperto un’altra piantagione, in quel caso ricavata nel territorio di Villasmundo. Ad essere arrestati due disoccupati, con precedenti penali, residenti a Villasmundo, nel Siracusano, accusati di coltivazione di droga. I due avrebbero realizzato una piantagione di canapa indiana con 200 esemplari fino ad una altezza di 2 metri e mezzo e sono stati sorpresi mentre erano impegnati ad innaffiarli, utilizzando un sistema artigianale, composto da tubi per raccogliere acqua da un torrente vicino.

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I tre sono stati sopresi dai poliziotti del commissariato Porta Nuova in un’abitazione via Baida dove è stata trovata una piantagione indoor con 75 piante e un sacco con 70 grammi di erba già essiccata.

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L’ingresso della casa era sorvegliato da una telecamera collegata ad un televisore. Nel corso dei controlli sono stati trovati nell’abitazione quasi 2 mila e 600 euro. I tecnici Enel hanno accertato il furto di energia elettrica.

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