Un’interrogazione su un mercatino di due mesi a Ortigia che cela una tensione dentro l’amministrazione. Quella presentata ieri dal presidente della Commissione Urbanistica Luigi Cavarra (Mpa Grande Sicilia, area del deputato regionale Giuseppe Carta) sulla concessione del Belvedere di Largo Aretusa per il “Mercatino Arte e Tradizione” arriva in un momento tutt’altro che casuale per la maggioranza che sostiene il sindaco Francesco Italia.

Il merito della richiesta, verificare pareri, autorizzazioni, vincoli paesaggistici e la scelta di concedere per oltre due mesi un’area che un anno fa, per soli dieci giorni, era stata giudicata “non idonea” dopo la riqualificazione, resta un legittimo esercizio di controllo che spetta a un consigliere comunale. Ma il tempismo racconta altro.

Il pressing del Mpa

Da mesi, il Mpa scalda i motori per rivendicare un peso maggiore in giunta, forte dei numeri che porta in aula. Di fronte, a contendersi lo stesso spazio politico, c’è la lista “Francesco Italia Sindaco”, altro pilastro della maggioranza, che non intende cedere terreno. Il rimpasto, promesso dopo le amministrative di primavera nel Siracusano e atteso entro giugno, è rimasto congelato: i giochi, a inizio luglio, sono ancora tutti aperti.

I giochi dentro gli autonomisti

Proprio ieri, mentre Cavarra formalizzava la sua interrogazione, si è consumato un passaggio interno agli autonomisti: le dimissioni di Luciano Aloschi, assessore all’Ambiente, ma nelle vesti di consigliere comunale: al suo posto in aula Gabriella Troia, candidata alle amministrative del 2023 nelle liste del Mpa che, però, non ottenne il seggio a Palazzo Vermexio per pochi voti. Una staffetta fisiologica ma che evidenzierebbe quanto dentro il Mpa convivano sensibilità diverse e che le spinte interne al partito possano influenzare tanto i tempi quanto i toni della pressione sul sindaco.

Il tatticismo del sindaco

Italia, dal canto suo, si trova stretto tra due fuochi che sono entrambi suoi alleati: deve tenere insieme una squadra di governo senza scontentare né gli autonomisti né la propria lista personale, sapendo che qualsiasi rimpasto porta con sé un problema aritmetico prima ancora che politico, tagliare degli assessori  per accontentarne altri. In un consiglio comunale dove gli equilibri sono già delicati, ogni ritocco alla giunta rischia di aprire più fronti di quanti ne chiuda. Il sindaco, che nelle trattative è un osso duro, incassa un altro segnale dopo quelli ricevuti nei mesi scorsi nelle votazioni in aula. Per il Mpa l’azione di Cavarra è un modo di marcare presenza e capacità di incidere, anche su dossier apparentemente minori, mentre la partita vera , quella degli assessorati, resta sospesa a Palazzo Vermexio.