• Nuove intercettazioni sull’omicidio del pachinese Emanuele Nastasi
  • In aula ascoltate le conversazioni di una parente della vittima
  • La donna ammette di essere a conoscenza delle responsabilità sul delitto
  • Sotto processo c’è un 40enne di Pachino

Le intercettazioni portate in aula nel processo sull’omicidio di Emanuele Nastasi, il 34enne, pachinese, sparito nel gennaio del 2015 il cui corpo non è stato mai trovato, avrebbero svelato che la famiglia della vittima avrebbe saputo delle responsabilità dell’imputato. O meglio, avrebbe avuto la convinzione del coinvolgimento di Raffaele “Rabbiele” Forestieri, 40 anni, che è sotto processo al Tribunale di Siracusa.

La parente intercettata

“Ma certo… ti pare che siamo scemi.. noi…. ha (da tempo ndr) che  combattiamo”. “A me mio… mi ha fatto i nomi e cognomi… ed io dal primo giorno lo so”. E’ uno stralcio di una conversazione tra una parente della vittima ed un’altra persona intercettata dai carabinieri nel giugno del 2020, nelle ore successive all’arresto di Forestieri.

Un’altra intercettazione

Questa intercettazione è stata ascoltata dai giudici della Corte di Assise di Siracusa durante l’udienza, in cui sul banco dei testimoni è salito uno dei carabinieri che ha condotto le indagini sull’omicidio. Ce ne sono altre di conversazioni  tra la stessa parente di Nastasi ed un’altra persona in cui emerge, ancora una volta, che la famiglia sarebbe stata a conoscenza delle responsabilità della sparizione del 40enne.

Il movente dell’omicidio

Secondo quanto ricostruito dei carabinieri del comando provinciale di Siracusa e dei magistrati della Procura, Nastasi, scomparso il 4 gennaio del 2015, avrebbe contratto con Forestieri, indicato dagli inquirenti come un esponente dello spaccio a Pachino, un debito di soli 80 euro per l’acquisto di eroina ma quella partita non sarebbe stata di qualità ed avrebbe protestato con i suoi fornitori che, secondo i magistrati, Fabio Scavone e Gaetano Bono, lo avrebbero condannato a morte.

Le conversazioni dei testimoni del delitto

Gli inquirenti hanno portato altre conversazioni, in particolare quelle che coinvolgono 4 persone, testimoni oculari indagati per favoreggiamento, sarebbe emerso il delitto, a cui qualcuno avrebbe assistito. Uno avrebbe detto di aver visto la vittima colpita, un altro, invece, avrebbe assicurato di aver visto Nastasi a terra, “come un tappetino”.