Il gup del Tribunale di Siracusa ha disposto due rinvii a giudizio, un’assoluzione e 2 condanne nell’ambito del procedimento per una rapina con sequestro di una coppia di fidanzati, avvenuta il 27 gennaio dello scorso in una villa in contrada Arenella-Fanusa, zona balneare a sud di Siracusa.

I procedimenti diversi

Nell’udienza preliminare, tenutasi al palazzo di giustizia, hanno scelto di essere sottoposti al processo con il rito ordinario Danilo Casto, 40 anni, siracusano, e Luca Ignazio Scattamaglia, 42 anni, catanese, entrambi difesi dall’avvocato Junio Celesti.

Hanno, invece, optato per il rito abbreviato Antonino Guardo, 36 anni, catanese, e Giuseppe Piterà, 22 anni, condannati a 6 anni ed 8 mesi di reclusione; il 36enne è stato assolto per un altro capo di imputazione.

La drammatica rapina

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, i presunti rapinatori, col volto coperto dai passamontagna ed armati, aggredirono uno dei figli del proprietario e la fidanzata, immobilizzandole con delle fascette in plastica e imbavagliate con del nastro adesivo.

Le vittime furono minacciate con armi e coltelli per svelare il luogo di custodia di soldi e gioielli. Dopo aver messo la casa a soqquadro, i rapinatori rubarono numerosi oggetti di valore ed una cassaforte per poi scappare. Dopo essersi liberate, le vittime chiamarono i carabinieri che intercettarono la macchina ma la banda riuscì a fuggire a piedi. La cassaforte venne abbandonata e ritrovata insieme ai passamontagna e dei guanti, grazie ai quali è stato possibile identificare uno dei rapinatori con il Dna

Il presunto basista

Per gli inquirenti, Danilo Casto avrebbe avuto un ruolo chiave, del resto, nella tesi dell’accusa, sono uno di Siracusa avrebbe potuto individuare il bersaglio da colpire, anche perché, stando alle forze dell’ordine, in quella zona ci sarebbe un’area di rimessaggio di barche frequentata dal 40enne.

La difesa del presunto basista

“Non c’entro nulla con la rapina” aveva detto il 40enne nel corso dell’interrogatorio di garanzia al Tribunale di Siracusa nelle ore successive all’emissione della misura cautelare. L’uomo aveva spiegato di non aver dato nemmeno supporto a quel drammatico colpo, inoltre, nel corso della sua deposizione, avrebbe ammesso di conoscere il proprietario della villa per questioni di carattere professionale.