La privatizzazione della SAC accende il dibattito politico nel Siracusano e costringe il presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, a scendere in campo con una replica articolata e per tratti tagliente. Dopo le denunce del sindaco di Priolo Gargallo, Giuseppe Gianni, e le pressioni di Enzo Vinciullo, commissario provinciale del MPA-Grande Sicilia, Giansiracusa sceglie la via della controfensiva: respinge le accuse di inerzia, rivendica il perimetro istituzionale delle proprie competenze e si toglie più di un sassolino dalla scarpa.

Privatizzazione Sac in fase preliminare

Il punto di partenza è la ricostruzione della tempistica. “Il processo complessivo di privatizzazione”, chiarisce Giansiracusa, “già deciso prima del nostro insediamento, è in una fase preliminare”. Nell’assemblea dei soci di circa dieci giorni fa, spiega, è stata fornita “un’informativa, senza che sia stata assunta alcuna determinazione formale”. Il Libero Consorzio, aggiunge, ha già avviato le attività per acquisire ulteriore documentazione. Da qui l’affondo: “Parlare oggi di silenzio o di inerzia è quindi semplicemente strumentale”.

Delibera spetta al Consiglio

La fase decisionale, sottolinea, deve ancora aprirsi. E quando lo farà, seguirà un percorso preciso: la delibera spetta al Consiglio del Libero Consorzio, “unico organo titolato ad assumere le determinazioni”, attraverso un confronto “con tutti gli attori istituzionali e i portatori di interesse”. La promessa è netta: “Non esiste, né esisterà, alcuna decisione calata dall’alto”.

Sul perimetro delle competenze, Giansiracusa è altrettanto esplicito. Il Libero Consorzio si esprimerà “esclusivamente rispetto alle proprie quote e nell’ambito delle proprie competenze”. Nessun potere unilaterale sull’intero processo, che coinvolge “una pluralità di soci e livelli decisionali”. Chi sostiene il contrario, avverte, alimenta “una narrazione distorta, artata e strumentale che non aiuta a comprendere la complessità reale della partita”.

 

Ma è sul fronte della trasparenza che Giansiracusa alza il tiro con maggiore decisione. “Non è la nostra amministrazione a dover prendere lezioni di trasparenza”, dichiara, e il destinatario implicito del messaggio è chi, nei decenni precedenti, ha governato le istituzioni provinciali portandole alla paralisi. Il riferimento è esplicito: i Liberi Consorzi, ricorda, sono stati “svuotati, commissariati e lasciati in una condizione di paralisi per oltre tredici anni”. Oggi, osserva con amarezza, si invoca trasparenza su un processo ancora non definito, ma si dimentica “il silenzio assordante che ha accompagnato scelte ben più gravi che hanno indebolito strutturalmente questi enti e tutto il nostro territorio”.

“Non al baratto per un posto nel Cda”

Sul tema della rappresentanza in consiglio di amministrazione — uno dei nervi scoperti del dibattito — Giansiracusa mette in chiaro che non sarà “la nostra modalità quella di barattare un posto nel Consiglio di amministrazione”. Il tema della presenza siracusana negli organismi decisionali della SAC è reale, riconosce, e lo ha posto con determinazione, ma “dentro una logica istituzionale e di equilibrio regionale, non come contropartita”.

 

Al richiamo alla Corte dei Conti avanzato da alcuni interlocutori, Giansiracusa risponde con una valutazione secca: appare “fuori luogo rispetto alla fase attuale”, perché “non siamo in presenza di un atto definitivo, ma di un percorso ancora in itinere”.

Infine, sull’intreccio tra la partita SAC e le dinamiche della Camera di Commercio del Sud-Est Sicilia — l’ente che da solo controlla il 60,64% della società — Giansiracusa allarga lo sguardo: “La responsabilità non può essere scaricata sul livello istituzionale del nostro libero consorzio, riguarda l’intero sistema regionale, a partire da chi oggi lo governa”. Una frecciata che punta verso Palermo, e che introduce nel dibattito una variabile fino a quel momento rimasta sullo sfondo.

Non ci sono decisioni definitive

La conclusione è una dichiarazione di principio che suona anche come un avvertimento: “Il Libero Consorzio non ha assunto alcuna decisione sulla cessione delle proprie quote nell’ambito del processo di privatizzazione della SAC. Ogni scelta sarà compiuta in modo trasparente e nelle sedi legittime”.