Il freddo entra nelle aule e gli studenti scendono in strada. Nella giornata di oggi un corteo di protesta ha attraversato il centro di Siracusa per denunciare le condizioni climatiche proibitive in diversi istituti superiori della provincia. La manifestazione, partita dal camposcuola “Pippo Di Natale”, si è conclusa davanti alla sede del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente competente per la gestione e la manutenzione degli edifici scolastici secondari.
Il caso delle scuole fredde
Al centro della protesta, il malfunzionamento o la totale assenza dei sistemi di riscaldamento in numerose scuole, una criticità che – come riportato anche da Blogsicilia – si trascina da settimane, costringendo studenti e docenti a seguire le lezioni in ambienti freddi, spesso con temperature ben al di sotto degli standard minimi di vivibilità. Tra i casi segnalati figurano licei e istituti tecnici della città e della provincia, con impianti obsoleti, caldaie non funzionanti o accese a intermittenza e interventi di manutenzione risultati finora insufficienti.
Codacons e M5S
Una situazione che ha alimentato un crescente malcontento, sfociato non solo nella mobilitazione studentesca ma anche nell’intervento della politica e delle associazioni dei consumatori. Nei giorni scorsi, infatti, si è svolto un incontro tra Jose Marano, deputata regionale del Movimento 5 Stelle e presidente dell’Intergruppo parlamentare all’Ars “Tutela Consumatori”, e Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons. Al centro del confronto, l’emergenza delle aule fredde in Sicilia e la necessità di un’azione coordinata per garantire condizioni di studio e di lavoro dignitose.
«Non possiamo accettare che studenti e docenti siano costretti a vivere la scuola in ambienti freddi e inadeguati – ha dichiarato Marano –. Il diritto allo studio passa anche dalla dignità e dalla sicurezza degli spazi scolastici». Dal canto suo, Tanasi ha sottolineato come il problema non possa essere liquidato come un semplice disagio stagionale: «Il freddo nelle scuole rappresenta una violazione dei diritti fondamentali di studenti, docenti e personale scolastico».
Il Codacons, attraverso l’iniziativa “SOS Aule Fredde”, ha raccolto decine di segnalazioni provenienti da famiglie, studenti e insegnanti, che raccontano una quotidianità fatta di termosifoni spenti, impianti non funzionanti e lezioni svolte con giubbotti e coperte. Una fotografia che trova riscontro anche nel territorio siracusano.
Il presidente del Libero consorzio: “Ecco come stiamo intervenendo”
Sul fronte istituzionale, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa ha fornito proprio in queste ore un aggiornamento sullo stato degli interventi. Il presidente Michelangelo Giansiracusa ha comunicato che la situazione è in costante evoluzione e che le attività tecniche proseguono senza soluzione di continuità. In particolare, nella giornata di domani sono previsti o proseguiranno lavori su alcuni degli istituti maggiormente colpiti: al Corbino, sede centrale, inizieranno gli interventi a seguito di una perdita riscontrata al collettore principale; al Gargallo, i lavori già avviati richiederanno ulteriori operazioni dopo l’emersione di nuove criticità in fase di accensione della caldaia; al Fermi sono programmati interventi tecnici sull’impianto di riscaldamento.
«Il quadro resta in evoluzione – ha spiegato Giansiracusa – compatibilmente con la complessità degli impianti e le condizioni strutturali degli edifici». Ulteriori aggiornamenti sono attesi al completamento dei lavori.
Intanto, la protesta degli studenti ha riportato l’attenzione pubblica su un’emergenza che, con l’abbassarsi delle temperature, non appare più rinviabile. La richiesta è chiara: garantire scuole sicure, riscaldate e adeguate, perché il diritto allo studio non resti, anche questa volta, al freddo.






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