Quello che doveva essere il giorno del riscatto, dell’orgoglio e dell’inclusione rischia di trasformarsi in una sfilata solitaria, svuotata delle sue anime storiche. Il Siracusa Pride, in programma il prossimo 18 luglio, si appresta a scendere in piazza in un clima di forte isolamento. La manifestazione ha perso, pezzo dopo pezzo, i pilastri dell’attivismo e del tessuto sociale locale. L’ultimo durissimo colpo al comitato organizzatore arriva dalla Cgil di Siracusa, che ha comunicato ufficialmente la propria uscita dal coordinamento, formalizzando una rottura che appare ormai insanabile.
La goccia che fa traboccare il vaso: il “caso” Heather Parisi
La crisi nasce dalla discussa scelta di affidare il ruolo di madrina e testimonial della manifestazione alla showgirl Heather Parisi. Una decisione contestata fin dal primo momento ed alimentata da Vladimir Luxuria a causa di vecchie dichiarazioni della ballerina sull’identità di genere, ritenute da gran parte del movimento transfobiche e incompatibili con i valori del Pride.
Il divorzio di 3 associazioni
Se in un primo momento la protesta era rimasta circoscritta all’attivismo radicale, nelle ultime settimane si è trasformata in un vero e proprio esodo. Prima l’addio di storiche come Stonewall GLBT+ e Agedo, poi lo smarcamento dell’Unione degli Studenti. Ora, il passo indietro del sindacato più rappresentativo del territorio certifica il fallimento politico della gestione dell’evento.
La Cgil rivendica l’autonomia: “Scelte non coerenti con i nostri valori”
La decisione della Cgil di Siracusa è maturata al termine di un approfondito e teso confronto interno. Al centro del dibattito, le modalità con cui il coordinamento ha gestito il percorso di individuazione della testimonial. Un percorso che il sindacato ha definito non coerente con le proprie valutazioni e i propri metodi democratici.
Pur sfilandosi dal comitato, la Cgil ha comunque ribadito il valore del Pride come “importante momento di rivendicazione, inclusione e contrasto a ogni forma di discriminazione”, promettendo che continuerà a promuovere l’uguaglianza e l’autodeterminazione delle persone LGBTQIA+ attraverso i propri canali storici.
Il 18 luglio un Pride spoglio
Con l’addio della Cgil, il fronte di chi difende la linea del pragmatismo e della “visibilità pop” a tutti i costi – guidato dal presidente di Arcigay Siracusa Armando Caravini – si ritrova sempre più isolato. Il comitato organizzatore perde la spinta della base studentesca, il supporto delle famiglie delle persone trans e gay (Agedo), la memoria storica delle prime lotte siracusane (Stonewall) e, da oggi, anche la forza logistica e sociale del sindacato dei lavoratori.
Il 18 luglio Siracusa avrà la sua parata e avrà i riflettori dei media nazionali grazie a Heather Parisi. Sarà tuttavia un Pride spoglio, orfano di quel tessuto associativo che, per tutto il resto dell’anno e a fari spenti, difende i diritti sul territorio. Rimane aperta la ferita politica: la caccia all’effetto mediatico ha finito per dividere una comunità che, proprio nel Pride, doveva trovare la sua massima unità.






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