L’azzeramento della giunta comunale deciso dal sindaco Vincenzo Parlato ha squarciato il velo su una tensione che covava da tempo nel centrodestra sortinese. Il risultato è un quadro politico in cui Democrazia Cristiana e Mpa-Grande Sicilia, pur collocati sulla stessa sponda dello schieramento, imboccano strade divergenti in vista delle amministrative del 2027. Con due protagonisti che già si proiettano verso quella scadenza: il deputato regionale dc Carlo Auteri, che punta con sempre maggiore evidenza alla fascia tricolore, e il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Carta, regista silenzioso ma presente delle mosse autonomiste sul territorio ibleo.
Il duello politico
Il terreno dello scontro è stato arato nei mesi scorsi. Auteri ha costruito un profilo di opposizione interna puntando il dito contro la gestione delle opere pubbliche, denunciando opacità amministrative e chiedendo a gran voce una svolta. Parlato ha risposto colpo su colpo, respingendo ogni rilievo come strumentale e di natura elettorale. Un duello a distanza che ha logorato i rapporti dentro la maggioranza e che ora, con la giunta azzerata, trova il suo naturale sbocco politico.
Mpa: “Mai avanzato azzeramento”
La mossa di Parlato — sindaco al secondo mandato, dunque non ricandidabile — non è piaciuta al partito che lo aveva sostenuto. Il commissario cittadino di Grande Sicilia, Pippo Mezzio, ha preso le distanze con una nota in cui l’irritazione è appena velata dalla forma diplomatica: “Non abbiamo mai avanzato tale richiesta in questa fase dell’azione amministrativa”, scrive Mezzio, aggiungendo di aver rilevato «un improvviso cambio di posizione da parte del deputato e consigliere comunale Carlo Auteri” nell’ultimo consiglio comunale. La lettura autonomista è quella di una manovra concordata tra Parlato e Auteri: una sponda trasversale che il Mpa non intende avallare.
Un nuovo gruppo
La risposta degli autonomisti alla situazione è conseguente: Grande Sicilia annuncia la costituzione di “un nuovo gruppo consiliare autonomo”, aperto “a quanti vorranno aderire a un progetto politico che vede il territorio ibleo al centro”. Una mossa che vale più di mille comunicati: il partito di Carta si sgancia dall’amministrazione Parlato e inizia a costruire una propria identità in vista del voto.
La replica della Dc: “Auteri non ha chiesto posti in giunta”
Dall’altra parte, il coordinatore dc Enzo Buccheri non usa giri di parole. La sua replica alla nota di Grande Sicilia è un affondo diretto: “La prima domanda che viene da porsi è molto semplice: in tutti questi mesi dove siete stati?”. Buccheri difende l’operato di Auteri chiarendo che il deputato “non ha chiesto posti in giunta, non ha avanzato pretese di assessorati, non ha cercato collocazioni», ma ha posto «un tema serio che riguarda atti, opacità, correttezza amministrativa e legalità”. Poi la stoccata finale, che suona come una sfida aperta al Mpa: “Grande Sicilia è d’accordo o no con una richiesta di trasparenza, legalità e correttezza amministrativa? Perché è troppo facile parlare genericamente di futuro e territorio senza dire nulla su quello che è accaduto in questi mesi”.
Carta e Auteri, due deputati regionali, due visioni, un solo obiettivo finale. Il centrodestra di Sortino è ufficialmente entrato in campagna elettorale.






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