Sono stati celebrati nella chiesa Madre di Rosolini i funerali di Giuseppe Cappello, il cinquantaduenne agente di polizia penitenziaria travolto nella notte tra venerdì e sabato scorso dalla corrente di acqua e fango in contrada Stafenna, a Noto.

Tante le persone, tra familiari, amici, colleghi di lavoro, che hanno affollato la chiesa, troppo piccola per contenere tutti.

Il sacerdote, nel corso della sua omelia, ha speso parole di conforto e sostegno nei confronti della moglie e dei figli del cinquantaduenne, sulla cui tragedia la Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo di inchiesta. Nelle ore precedenti al rito funebre, il sindaco di Rosolini aveva proclamato il lutto cittadino. “Dopo i drammatici avvenimenti – ha detto il sindaco di Rosolini –  della notte del 25 ottobre, in cui ha perso la vita il nostro concittadino Giuseppe Cappello, agente di Polizia penitenziaria, abbiamo deciso di proclamare il lutto cittadino”.

In segno di cordoglio e partecipazione al dolore della famiglia Cappello, sono state esposte le bandiere a mezz’asta negli edifici pubblici, inoltre sono state sospese le attività rumorose e tutto quello che potesse disturbare il rito funebre. Molti commercianti, durante le esequie,  hanno deciso di abbassare le saracinesche.

Tanta la commozione in chiesa per i funerali ma il dolore della famiglia è stato composto, di certo la tragedia in cui ha perso la vita Giuseppe Cappello non potrà mai più essere cancellata.

“Chi in questi anni doveva e poteva incidere sulla sicurezza del territorio con interventi di messa in sicurezza contro il dissesto idrogeologico e non ha fatto nulla deve pagare… la morte di un onesto lavoratore esige giustizia… sentite condoglianze alla famiglia” scrive un rosolinese.

In merito alle cause della tragedia, innescata dal violento maltempo che si è abbattuto nel Siracusano, specie nella zona sud, la Procura di Siracusa ha deciso di non disporre l’autopsia. Troppo chiare le ragioni che hanno portato alla morte del cinquantaduenne. L’uomo era uscito da poco di casa per recarsi al lavoro,  nel penitenziario di Noto.