L'operazione condotta dai Carabinieri di Agrigento riguarda l'intera provincia. Vittime stipate anche 40 alla volta all'interno di furgoni adibiti al trasporto, per poi essere costrette a lavorare nei campi, sotto il costante controllo dei caporali
Due operazioni che hanno portato alla scoperta di altrettante organizzazioni responsabili di truffa ai danni dell’Inps, favoreggiamento all’immigrazione clandestina e caporalato sono state portate a termine dalla guardia di Finanza […]
Si tratta di un progetto innovativo che, in una prima fase, interesserà le province di Catania e di Ragusa, lì dove il fenomeno dello sfruttamento a basso costo della manovalanza risulta più diffuso.
Ogni operaio veniva pagato circa 3 euro l’ora; i titolari prelevavano i richiedenti asilo - provenienti dal centro Africa - davanti ad un centro per migranti di Vittoria, tutti ragazzi sbarcati a Pozzallo tempo addietro.
In corso Umberto, i militari hanno bloccato il “caporale” alla guida di un Fiat Ducato con a bordo otto donne, tutte di nazionalità albanese tra i 30 e i 40 anni in procinto di essere trasportate nel vigneto di turno per intraprendere la giornata lavorativa.
Quasi tutte le vittime hanno collaborato attivamente (l’indagine nasce proprio dalla denuncia di una di esse) e grazie alle loro dichiarazioni i carabinieri hanno potuto accertare la sistematicità del modus operandi dell’imprenditrice, iniziato nel 2016 ed attualizzato fino ad oggi.
Una azienda di Ispica, nella frazione di Marina di Marza, è risultata in regola ma in quella di Santa Croce Camerina gli agenti hanno trovato 35 lavoratori, tra cui cinque donne, 20 tunisini, 10 romeni e cinque italiani, tutti assunti regolarmente ma sottopagati e sfruttati.
La Fai Cisl ha istituito un numero verde per raccogliere in forma anonima le denunce dei lavoratori e delle lavoratrici vittime dei caporali: 800.199.100.
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obbligo di dimora per i quattro uomini che li sfruttavano
I lavoratori erano impegnati anche in attività pericolose per la salute: spargevano diserbanti, insetticidi e altri fitofarmaci altamente nocivi, utilizzando pompe a mano, e costretti a non andare in ospedale.
Denunciati altri due. 14 operai stranieri venivano pagati tre euro l'ora ed erano costretti a restituire parte dello stipendio. Usavano fitofarmaci senza autorizzazione e senza protezioni e vivevano in magazzini di fortuna trasformati in fastiscenti abitazioni
Il patrimonio oggetto della confisca comprende un'impresa individuale ed una società del settore agricolo, rapporti bancari, numerosi immobili in provincia di Catania e Messina e una decina di automezzi.
In sette aziende agricole del Vittoriese la polizia di Ragusa ha riscontato lavoratori in nero, alloggi abusivi per i braccianti fatiscenti e insalubri, violazioni delle norme sulla sicurezza e discariche illegali.
“Sono tantissimi i migranti che fanno i braccianti. Intendiamo partire da lor per diffondere tutte le informazioni utili su su salario, previdenza agricola, congedi e ferie e far conoscere le norme e gli strumenti che ormai esistono per difendersi dal lavoro nero".
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al lavoro nei campi molti extracomunitari irregolari
Gli otto imprenditori sono stati denunciati per aver impiegato lavoratori extracomunitari e senza permesso di soggiorno, per omessa formazione e sottoposizione dei lavoratori a visita medica, per omessa consegna dei dispositivi di protezione individuale.
Contestata una evasione di 5 milioni e 800 mila euro di Iva e di 9 milioni e 200 mila eurod ic ontributi previdenziali. sequestro beni anche nel Palermitano
Lavoravano per 3 euro all'ora nelle campagne di Marsala e di Mazara del Vallo, ricevevano pane duro a pranzo e a cena, venivano sfruttati anche per 12 ore al giorno