Un 41enne aveva introdotto il telefono nella cabina

La scheda elettorale fotografata finisce sui social, salvato dalla prescrizione

La scheda elettorale appena compilata finita sui social con tanto di scritta “Buona domenica”. Un gesto che è costato un processo lungo 6 anni per un uomo di Alcamo di 41 anni che però riesce a farla franca grazie alla prescrizione. Così ha stabilito la cassazione dopo le condanne in primo grado e in appello. Ma non ha accolto il ricorso che lo stesso incauto elettore aveva fatto di “non menzione” del reato nel proprio casellario giudiziario. In questo caso la domanda non è stata accolta.

L’antefatto

Tutto nasce dalle amministrative del 2016 di Alcamo quando G.L. entra in cabina a votare e lo fa con il proprio cellulare. Compila la scheda e scatta la foto con in evidenza la preferenza per il candidato sindaco dell’epoca. Foto che alla fine finisce sui social e diventa letteralmente virale. Un caso che è stato subito individuato dalle forze dell’ordine che hanno rintracciato il 41enne e lo hanno denunciato alla Procura con l’accusa di aver violato la legge che espressamente vieta di introdurre nelle cabine elettorali i telefoni.

In cassazione

G.L. tramite il proprio legale è arrivato sino in cassazione. Qui è stata rilevata l’estinzione del reato per via della scadenza dei termini, e dunque per prescrizione. Ma il ricorso mirava anche alla non menzione nel casellario giudiziario. In questo caso il giudice della suprema corte non ha accolto la domanda, respingendo quindi il ricorso, evidenziando che non sono emersi fatti che possano comportare il proscioglimento dell’imputato nel merito.

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Il consolidato giurisprudenziale

Ad essere citato il consolidato orientamento della stessa corte con il quale si evidenzia che, in presenza di una causa di estinzione del reato, il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione soltanto nei casi in cui le circostanze idonee a escludere l’esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell’imputato e la sua rilevanza penale emergano dagli atti in modo assolutamente non contestabile. Evidentemente, nel caso preso in esame, secondo i giudici non ci sarebbero questi “fatti incontestabili”. All’epoca il caso fece molto scalpore perché in modo abbastanza ingenuo il 41enne fece la foto della sua scheda elettorale ed evidentemente la divulgò, al punto che circolò sui social, in tantissime pagine su facebook con la dicitura “buona domenica”.

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