Ammontano a 5,2 milioni le risorse stanziate dal governo Schifani per il finanziamento di quattro progetti di bonifica ambientale nella valle del Belìce. I fondi arrivano dalla riprogrammazione delle risorse del Piano di sviluppo e coesione approvata dalla giunta regionale.
Gli interventi, gestiti dal dipartimento della Protezione civile, riguardano la rimozione dell’amianto derivante dalla dismissione delle baracche costruite nella valle e risultano indispensabili per la tutela della salute dei cittadini e del territorio.
Quelle strutture, nate dopo il terremoto del 1968 come soluzione temporanea, sono rimaste in piedi per decenni. Oggi rappresentano un rischio ambientale e sanitario. L’amianto, se deteriorato, può liberare fibre pericolose per l’apparato respiratorio. La bonifica diventa quindi una priorità.
I Comuni interessati dagli interventi
I progetti erano stati presentati dai Comuni di Gibellina, Salaparuta e Salemi, in provincia di Trapani, e di Santa Margherita Belìce, nell’Agrigentino. Si tratta di realtà che hanno convissuto a lungo con insediamenti temporanei ormai obsoleti.
La regia operativa spetta alla Protezione civile regionale. Il dipartimento coordinerà le attività tecniche e amministrative, assicurando il rispetto delle normative vigenti in materia di smaltimento dell’amianto. Le operazioni prevedono la rimozione in sicurezza dei materiali contaminati e il successivo conferimento in impianti autorizzati.
L’obiettivo non è solo eliminare un pericolo, ma anche liberare aree che potranno essere restituite alla collettività. La bonifica può aprire la strada a interventi di riqualificazione urbana e ambientale, con effetti positivi sul decoro e sull’attrattività dei centri coinvolti.
Un intervento che guarda alla prevenzione
Le risorse stanziate rientrano nella riprogrammazione del Piano di sviluppo e coesione. La giunta regionale ha scelto di destinare una parte significativa dei fondi a un intervento mirato e concreto. Una decisione che punta alla prevenzione e alla riduzione dei rischi ambientali.
La bonifica dell’amianto nel Belìce assume un valore simbolico oltre che pratico. Chiude una pagina legata all’emergenza post-sisma e segna un passo verso una gestione più moderna e sostenibile del territorio.
Per i Comuni coinvolti si apre una fase nuova. La rimozione delle vecchie baracche non cancella la memoria storica, ma consente di superare definitivamente una stagione segnata dalla precarietà. La tutela dell’ambiente e della salute diventa così il punto di partenza per un futuro più sicuro.






Commenta con Facebook