Ieri, 29 gennaio 2020, sono state confermate in appello le condanne per i fratelli Gaetano e Michele Gregoli, per entrambi 12 anni di reclusione e Emanuele Saglimbene, 9 anni e 4 mesi di reclusione.

Ridotte rispettivamente da 16 a 12 anni, da 14 a 10 e da 12 a 9 anni e 4 mesi, le condanne per Salvatore Miceli (catturato in Venezuela da personale dell’Arma dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trapani e dell’Interpol il 20 giugno 2009 dove si trovava latitante dal 2003 quando si era sottratto all’arresto nell’ambito dell’Operazione IGRES che aveva portato alla luce il traffico internazionale di tonnellate di cocaina), Mario Miceli e Michele Decina.

Nonostante la detenzione in carcere Miceli continuava ad interagire con l’organizzazione criminale composta da soggetti sudamericani, palermitani e trapanesi, che organizzavano traffici internazionali di cocaina, importata dalla Colombia, e di cannabis indica, coltivata in piantagioni indoor, per finanziare per l’appunto l’importazione di cocaina.

L’indagine condotta dal 2011 e conclusa nel 2015, denominata “Tierra – Drug War”, da personale del Comando Provinciale di Trapani in collaborazione con il R.O.S. di Palermo, ha permesso di segnalare all’autorità giudiziaria circa 40 soggetti, alcuni dei quali hanno optato per il rito abbreviato.

Il 21 marzo 2018, il Tribunale di Palermo aveva condannato alcuni di loro a pesanti condanne, tra i 10 ed i 16 anni, tra i quali spicca il salemitano Salvatore Miceli, già latitante e inserito nei primi 30 tra i più pericolosi d’Italia.