Tracce di sangue nel soggiorno di casa che sarebbero state provocate almeno da sei colpi inferti con violenza su una persona.

E’ quanto ha trovato il Ris dei carabinieri che le ha scoperte durante un lungo e complesso sopralluogo malgrado il maldestro tentativo di ripulire le pareti.

Il sangue in casa è stato ritrovato a Salemi all’interno dell’appartamento abitato da Vincenzo Caradonna il 47enne già sospettato dello scorso febbraio di aver avuto un ruolo nella scomparsa della sua compagna la quarantottenne Angela Stefani originaria di Sasso Marconi (Bo) ma da molti anni residente nel paese del trapanese. Caradonna e la Stefani convivevano nello stesso appartamento.

Ma la denuncia della scomparsa della donna era stata presentata da un precedente compagno Rosario Scianna con il quale Angela aveva avuto due figli. Caradonna è stato questa mattina arrestato dai carabinieri con le accuse di omicidio volontario distruzione e occultamento di cadavere.

L’uomo con precedenti di polizia per droga ha sempre affermato che Angela Stefani si sarebbe volontariamente allontanata da casa. In questi mesi le ricerche della quarantottenne non si sono mai fermate. Sono andate avanti in un’area di 300 ettari.

Ma ancora adesso non hanno dato risultati. E’ stata la ricostruzione di un fatto di sangue compiuta dal Ris all’interno dell’abitazione di Caradonna ha convinto la procura di Marsala a contestare all’uomo il delitto della compagna il tentativo di nasconderne ogni traccia. Grazie all’utilizzo del luminol sono emersi numerosi dettagli e repertate molteplici tracce di sangue che sarebbero appartenute alla donna scomparsa. Grazie all’impiego della Bloodstain Pattern Analysis, i Ris sono riusciti a ricostruire la dinamica del delitto, i punti di impatto che hanno originato quelle macchie e le traiettorie. Un lungo lavoro che ha portato al provvedimento di oggi.

I carabinieri del Ris di Messina e della compagnia di Mazara del Vallo, su disposizione della Procura di Marsala, diretta dal procuratore capo, Vincenzo Pantaleo, hanno effettuato dei numerosi sopralluoghi sui luoghi frequentati dalla donna prima della sua scomparsa.

Sia nell’abitazione di via Verga e di contrada Baronia nelle quali Angela Stefani aveva vissuto insieme al compagno Vincenzo Caradonna. Entrambe le abitazioni sono state sequestrate per consentire al personale specializzato di effettuare gli accertamenti tecnico-scientifici. “Ancora il cadavere non è stato ancora ritrovato – dice il capitano Diego Miggiano – e ci sono ancora degli accertamenti in corso di concerto con la magistratura per il suo ritrovamento”.