Prima il lancio di pietre contro il peschereccio italiano, seguito dallo speronamento delle imbarcazioni battenti bandiera della Turchia, con un tentativo d’ingresso a bordo della nave, un vero e proprio atto di pirateria. Episodio che aggiunto a quello della marineria militare Libica nei giorni scorsi, con l’esplosione di colpi di mitraglia contro la nave da pesca siciliana, dimostra un livello di pericolo allarmante, per la sicurezza dei nostri marinai e che impone scelte dure e immediate.

Un ordine del giorno all’Ars

Scatta  la presentazione di un ordine del giorno, per impegnare il Governo nazionale ad adottare misure di vigilanza sui nostri mari al fine di salvaguardare l’incolumità dei pescatori, dei natanti e per garantire il diritto alla pesca ai nostri armatori. A presentarlo il deputato regionale azzurro, Caputo. Il parlamentare regionale parla di “debolezza da parte delle Istituzioni preposte alla vigilanza dei nostri confini marittimi” chiedendo di “elevare i livelli di controllo dei nostri mari, unitamente a una forte presa di posizione della nostra diplomazia”.

Appello di Agripesca

Si moltiplicano gli appelli all’Unione europea affinché si tutelino i pescatori che quotidianamente rischiano la vita per lavorare. Agripesca scrive al Commissario europeo per la pesca Virginijus Sinkevičius, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e all’Assessorato Regionale dell’agricoltura segnalando l’intollerabile comportamento delle autorità libiche.

Le richiesta della politica all’Europa che sta a guardare

“Serve una forte iniziativa del governo italiano volta a tutelare il lavoro e la sicurezza dei pescatori italiani, in particolare siciliani e sardi”: lo chiede con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi l’europarlamentare della Lega Francesca Donato, a seguito delle ripetute aggressioni subite dai pescherecci italiani da parte di motovedette battenti bandiere libiche e turche nei giorni scorsi. La parlamentare europea della Lega, nella sua lettera, evidenzia in particolare come la Libia abbia “esteso di 62 miglia la propria area di competenza oltre le 12 miglia previste, intestandosi così l’utilizzo esclusivo, anche ai fini della pesca, di un rilevante segmento di acque internazionali, nelle quali storicamente si recavano a pescare i nostri marittimi”.

Aiuti alle marinerie

“Alla marineria mazarese servono aiuti e per questo solleciterò l’emanazione del decreto attuativo che possa distribuire i fondi, pari a 500mila di euro, che abbiamo stanziato nel Dl Ristori per il riconoscimento di misure di sostegno per i familiari del personale imbarcato posto sotto sequestro”, fa sapere intanto  Dedalo Pignatone, esponente M5S in commissione Agricoltura e Pesca a margine dell’audizione del sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quirici, sulle vicende che hanno coinvolto i pescatori siciliani a largo della Libia.