È un palazzo silenzioso, quello dell’Asp di Siracusa ma fuori, la pressione cresce. Sindacati in protesta un deputato nazionale che incalza i vertici, pensionati in piazza. Al centro, il commissario straordinario, Chiara Serpieri, chiamata a guidare la sanità aretusea dopo la tempesta giudiziaria che ha travolto il predecessore. Alessandro Caltagirone è stato coinvolto nell’inchiesta sulla presunta corruzione nella sanità siciliana che ha portato all’arresto dell’ex presidente della Regione. Da allora, l’Asp vive una fase di transizione che, secondo sindacati e opposizioni, si starebbe trasformando in stallo.

Il nodo delle relazioni sindacali

La denuncia più netta arriva dalla Cisl Fp Ragusa Siracusa. Il segretario generale Mauro Bonarrigo parla di “relazioni sindacali inesistenti” e di trattative congelate. Un solo incontro ufficiale, lo scorso dicembre. Poi, il silenzio. Ma al di là del metodo, il sindacato punta il dito sui contenuti: problemi strutturali che – sostiene – non sarebbero stati affrontati.

Le criticità elencate dalla Cisl Fp: Carenza di personale sanitario rispetto ai posti letto disponibili; carichi di lavoro eccessivi per infermieri, tecnici sanitari e OSS. Uso ritenuto improprio e sistematico di straordinari e pronta disponibilità. Mancanza di assegnazioni stabili per infermieri e OSS in alcuni reparti. Situazione della sanità penitenziaria giudicata “critica”. Rianimazione dell’ospedale di Avola-Noto ancora chiusa dopo i lavori di adeguamento. Mancato scorrimento delle graduatorie di mobilità interna. Utilizzo promiscuo del personale tra ospedale e territorio. Ritardi nella contrattazione decentrata e nell’attribuzione delle spettanze economiche

Un elenco che, nella lettura del sindacato, descrive un’azienda “in sofferenza”, dove la gestione commissariale avrebbe rallentato processi decisionali già fragili.

Ortopedia, Pronto soccorso e il fronte politico

Sul piano politico, l’attacco arriva dal deputato nazionale di Fratelli d’Italia , che ha chiesto chiarimenti su due fronti caldi. Il primo riguarda il trasferimento del reparto di Ortopedia dal Trigona di Noto al Di Maria di Avola: se, in un primo momento, aveva un carattere definitivo per via della presenza di Rianimazione e Terapia intensiva ad Avola, nelle settimane scorse dall’Asp, attraverso il presidente del Consiglio comunale di Noto, è filtrata la notizia di un ritorno a Noto. Cosa che ha scatenato la reazione di Cannata che al commissario ha chiesto chiarezza.

Lo stesso deputato ha avvertito della carenza del Pronto soccorso nella zona sud: organici ridotti, turni scoperti, difficoltà nel garantire una presenza medica adeguata, come segnalato dagli stessi medici. Temi che si sommano alle tensioni già evidenziate dai sindacati.

La protesta davanti all’Asp

Nei giorni scorsi, davanti alla sede dell’Asp, si sono radunati anche i pensionati dello Spi Cgil. Una manifestazione annunciata e organizzata per richiamare l’attenzione sui tempi d’attesa, sulle difficoltà di accesso ai servizi e sulla qualità dell’assistenza sanitaria nella provincia. La protesta ha messo in evidenza un malessere diffuso, che va oltre le dinamiche interne al personale e tocca direttamente cittadini e utenti.

Una guida nel mezzo della tempesta

Il commissario Serpieri si trova così al centro di un “assedio” politico e sindacale. Non una demonizzazione personale, ma una pressione crescente che ruota attorno alla stessa domanda: l’Asp è governata o semplicemente amministrata in attesa di tempi migliori?

La Cisl chiede la nomina di un direttore generale con pieni poteri. La politica pretende chiarezza su scelte organizzative e carenze negli organici. I pensionati reclamano servizi efficienti.

Nel frattempo, la sanità siracusana resta sospesa tra il passato giudiziario che l’ha travolta e un presente che fatica a trovare una direzione stabile. E il commissario, figura chiamata a traghettare l’azienda fuori dalla crisi, è oggi il punto di equilibrio – e di tensione – di una partita che riguarda l’intera provincia.