Un solo spray all’anno per proteggersi da raffreddore, tosse, influenza, Covid, virus respiratori, infezioni batteriche polmonari e perfino allergie stagionali. Quella che per decenni è stata definita una sorta di “Santo Graal” della vaccinologia respiratoria potrebbe ora avvicinarsi alla realtà.

I ricercatori della Stanford University, come riportato dal Daily Mail, sostengono di aver sviluppato uno spray nasale capace di proteggere simultaneamente contro più patogeni, grazie a un meccanismo che “prepara” il sistema immunitario ad attaccare immediatamente qualsiasi invasore.

Come funziona il nuovo spray

Per anni gli scienziati hanno tentato di creare un vaccino universale contro le famiglie di virus respiratori, puntando su porzioni dei patogeni che mutano raramente. Il team di Stanford ha invece adottato una strategia diversa: imitare i segnali rilasciati dalle cellule immunitarie.

Lo spray, somministrato per via nasale, riproduce i segnali inviati dalle cellule T — un tipo di globuli bianchi fondamentali nella difesa contro i patogeni — richiamando altre cellule immunitarie nella zona e attivando il sistema immunitario.

Il composto, denominato GLA-3M-052-LS+OVA, contiene anche un antigene innocuo: l’ovalbumina (OVA), una proteina dell’uovo che serve a reclutare ulteriori cellule T e prolungare la risposta immunitaria per settimane o mesi.

I risultati nei topi: 700 volte meno virus

Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, ha mostrato risultati definiti straordinari nei modelli animali.

I topi trattati con lo spray hanno registrato una quantità di virus nei polmoni 700 volte inferiore rispetto ai topi non vaccinati dopo esposizione a:

  • Covid e altri coronavirus;
  • batteri responsabili di polmonite;
  • batteri della faringite streptococcica.

Gli animali vaccinati hanno sviluppato una risposta immunitaria in appena tre giorni, contro circa due settimane nei roditori non vaccinati. L’immunità è durata tre mesi.

Nel primo ciclo di esperimenti, i topi che avevano ricevuto tre dosi di vaccino e poi erano stati esposti al Covid e ad altri coronavirus:

  • hanno perso poco peso;
  • sono tutti sopravvissuti;
  • avevano polmoni praticamente privi di virus.

I topi non vaccinati, al contrario, hanno subito una perdita di peso marcata, diversi sono morti e i loro polmoni risultavano infiammati e pieni di virus. Non è stato chiarito il numero esatto dei decessi.

Protezione anche contro batteri e allergeni

Dopo i risultati contro i virus, i ricercatori hanno esposto i topi vaccinati a due batteri che causano infezioni polmonari:

  • Staphylococcus pyogenes, responsabile della faringite streptococcica;
  • Acinetobacter baumanii, che provoca la polmonite;
  • Anche in questi casi i topi sono risultati protetti dall’infezione.

Successivamente gli animali vaccinati sono stati esposti a una proteina degli acari della polvere domestica, un comune fattore scatenante dell’asma allergica. Anche contro questo allergene è stata osservata protezione.

Il “doppio colpo” immunitario

A differenza dei vaccini tradizionali, che utilizzano un antigene specifico per stimolare la risposta immunitaria, questo spray agisce con una strategia definita dagli scienziati un “doppio colpo”.

Ha infatti:

  • Attivato un’elevata attività delle cellule immunitarie, rendendo difficile l’innesco dell’infezione;
  • Garantito una risposta quasi immediata contro eventuali patogeni che riuscivano comunque a entrare.

Il professor Bali Pulendran, immunologo che ha guidato lo studio, ha spiegato: “Immaginate di ricevere uno spray nasale nei mesi autunnali che vi protegge da tutti i virus respiratori, compresi Covid, influenza, virus respiratorio sinciziale e raffreddore comune, oltre che dalla polmonite batterica e dagli allergeni di inizio primavera. Questo trasformerebbe la pratica medica”.

E ancora: “Il sistema immunitario polmonare è così pronto e così vigile che può avviare le tipiche risposte adattative — cellule T specifiche per il virus e anticorpi — in appena tre giorni, un lasso di tempo straordinariamente breve. Normalmente, in un topo non vaccinato, servono due settimane”.

Le cautele e i tempi previsti

La ricerca è ancora nelle fasi iniziali e non è stata testata sull’uomo. Non è stato chiarito se i topi abbiano sviluppato effetti collaterali.

Pulendran ha stimato che, nello scenario migliore, il prodotto potrebbe essere disponibile per l’uomo tra cinque e sette anni.

I ricercatori puntano ora a una sperimentazione clinica di fase I per valutare la sicurezza sull’uomo.

Le reazioni della comunità scientifica

Scienziati non coinvolti nello studio hanno definito i risultati molto promettenti.

La dottoressa Daniela Ferreira, vaccinologa dell’University of Oxford, ha dichiarato: “Questo è un lavoro davvero entusiasmante che potrebbe cambiare il modo in cui proteggiamo le persone da comuni tosse, raffreddore e altre infezioni respiratorie. Se questa strategia si dimostrerà sicura ed efficace nelle persone… potrebbe segnare un importante passo avanti, offrendo una protezione più ampia e duratura contro le infezioni quotidiane che gravano così pesantemente sugli individui e sui sistemi sanitari”.

FAQ

Lo spray è già disponibile per l’uomo?
No, non è ancora stato testato su esseri umani.

Quanto potrebbe essere efficace?
Nei topi ha ridotto di 700 volte la carica virale nei polmoni.

Quando potrebbe arrivare sul mercato?
Nello scenario migliore tra cinque e sette anni.