Continuano senza sosta gli attacchi agli Atm delle banche. Un assalto organizzato minuziosamente è stato portato a termine durante la notte ad Acate, dove sono stati asportati ben due bancomat di Unicredit.
Quello della scorsa notte è solo l’ultimo di una serie di colpi.
La notte tra lunedì e martedì un boato ha devastato l’ingresso dell’ufficio postale di via Dottor Consoli, nel cuore di Catania, segnando l’ennesimo capitolo di una stagione di assalti agli sportelli automatici che sta mettendo a dura prova il territorio etneo. I banditi, entrati in azione con una carica di esplosivo, sono riusciti a scardinare la cassaforte del bancoposta ma hanno dovuto abbandonare il campo a mani vuote: all’interno del forziere non vi era denaro.
L’episodio segue di pochi giorni il colpo spettacolare messo a segno a Zafferana Etnea, dove la “banda dell’escavatore” ha agito con modalità paramilitari. In via Garibaldi, i malviventi hanno utilizzato un mezzo meccanico rubato per abbattere la parete della filiale della Banca Agricola Popolare di Sicilia, sradicando letteralmente l’Atm e caricandolo su un furgone prima di dileguarsi. Un’operazione pianificata nei dettagli, con le vie di fuga bloccate da auto rubate messe di traverso sulla strada per ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine.
La scia di violenza criminale non si ferma però a questi due eventi. Nelle ultime settimane, la provincia è stata teatro di altri assalti altrettanto spregiudicati. A Gravina di Catania, la polizia ha sventato una rapina da 150 mila euro proprio mentre era in corso il rifornimento del bancomat: in quel caso, tre persone sono state arrestate in flagranza mentre forzavano la porta antipanico dell’ufficio postale. Anche il rione Librino, nel capoluogo, ha vissuto una notte di tensione quando i carabinieri hanno interrotto l’azione di un uomo che, alla guida di un escavatore, stava già sollevando la cassaforte di un altro ufficio postale.
Il quadro che emerge descrive una criminalità organizzata capace di alternare la forza bruta dei mezzi d’opera alla precisione chirurgica degli esplosivi e dei tempi di rifornimento. Se a Giammoro, nel messinese, un attacco analogo ha causato danni ingenti e un incendio alla filiale Bnl, nell’hinterland catanese la pressione resta altissima. Polizia e carabinieri stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza di tutti i siti colpiti, nel tentativo di individuare i punti di contatto tra le diverse bande e porre fine a questa serie di assalti che sta lasciando dietro di sé una scia di vetri infranti e strutture sventrate.
L’allarme della Fabi
“Ormai è guerra aperta – tuona Gabriele Urzì dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo – e il terribile episodio di stanotte conferma la incessabile e preoccupante escalation criminale che ormai è una vera emergenza sociale e un concreto pericolo alla sicurezza di cose e persone. Il gruppo di malviventi, sembrerebbe composto da almeno quattro persone, ha utilizzato diversi mezzi, tra cui un furgone. Con tanto di accorgimenti messi in atto per ostacolare l’intervento delle Forze dell’Ordine con la strada bloccata da un grosso camion che purtroppo ha causato anche un incidente che ha coinvolto una pattuglia dei carabinieri che stava intervenendo sulla scena del crimine. Purtroppo, Polizia e Carabinieri fanno miracoli ma è risaputo che gli organici da anni sono insufficienti a garantire un severo controllo del territorio soprattutto di notte e nei comuni minori”
Gli attacchi agli Atm
“Secondo i dati dell’Ossif, il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine di Abi, nel 2024 gli attacchi agli Atm sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente passando da 147 a 341 e sono aumentati anche gli episodi falliti, pari al 59,5% del totale. La Sicilia occupa l’ottavo posto con undici colpi e con un indice di rischio pari a 1,7 che pone l’Isola al decimo posto. Ma è preoccupante che nel corso del 2025 e nei primi due mesi dell’anno in corso il fenomeno abbia registrato un forte recrudescenza. Ma per avere un’idea piu’ precisa attenderemo i futuri dati Abi ”
Caratteristiche dei colpi
Nel 2024 gli attacchi si sono concentrati prevalentemente nella seconda metà dell’anno (56,6% dei casi) ed in particolare nell’ultimo trimestre (34,9%) in particolare nel mese di dicembre. Gli attacchi sono avvenuti prevalentemente nella notte tra il venerdì e il sabato, (40,8% del totale), ed in particolare nella fascia oraria che va dalle due alle cinque del mattino (82%). Con riferimento alle modalità di attacco nella maggior parte dei casi i malviventi hanno agito tramite l’utilizzo di gas e/o esplosivi (65,4%) con la tecnica prevalente è stata quella dell’esplosivo solido. I rimanenti attacchi sono stati compiuti tramite scasso dell’Atm (22,6% dei casi) o asportazione dell’intera apparecchiatura (12%).
Le contromisure necessarie
“Sono necessarie tecnologie anti‑esplosivo e anti‑gas. Si devono implementare i sistemi di neutralizzazione del gas e contenimento delle sovrapressioni, dispositivi anti‑esplosioni di nuova generazione e sensori che rilevano variazioni di pressione e temperatura. Inoltre, sono necessari sistemi di macchiatura delle banconote, la riduzione programmata del contante nelle fasce critiche, barriere fisiche e ricollocazione degli Atm più esposti con distanziatori anti‑sfondamento, ostacoli fisici che impediscono l’avvicinamento di escavatori o furgoni e ricollocazione degli Atm isolati in aree interne o protette. Infine, sensori predittivi e videosorveglianza intelligente, pattugliamenti mirati nelle fasce orarie critiche, una mappatura regionale dei punti più vulnerabili e un canale diretto banca–centrale operativa. Bisogna agire rapidamente prima che ci scappi il morto”.










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