Con oltre 20.932 sezioni scrutinate su 61.533, il risultato del referendum costituzionale sulla giustizia è ormai definito.
Secondo le elaborazioni YouTrend, il No è al 54,4%, mentre il Sì si ferma al 45,6%. Il margine viene considerato non più recuperabile.
Il dato conferma una tendenza già emersa nelle proiezioni precedenti, ora consolidata dallo scrutinio reale.
Renzi: “Partita chiusa, sconfitta sonora del governo”
Le reazioni politiche sono immediate e nette.
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, parla apertamente di esito definitivo: “La partita mi pare ormai chiusa. Il No a sorpresa ha vinto il referendum. Oggi si consuma un fatto politico enorme: quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Questo è un passaggio molto importante per Giorgia Meloni. Da anni ci racconta di essere benedetta dal popolo ma oggi il messaggio è forte e chiaro: una sconfitta sonora del governo e del modo arrogante con cui il governo ha fatto questa riforma”.
Conte: “Ce l’abbiamo fatta, viva la Costituzione”
Dal Movimento 5 Stelle arriva una lettura celebrativa del risultato.
Il leader Giuseppe Conte scrive sui social: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”.
Maggioranza: nessuna conseguenza politica
Dalla maggioranza emergono toni diversi.
Galeazzo Bignami di Fratelli d’Italia sottolinea la legittimità del risultato: “È ovvio che quando gli italiani si esprimono è sempre da accettare il risultato, tanto più che in questa tornata c’è stata un’affluenza particolarmente significativa, elevata, e credo sia sempre una buona notizia. Era un provvedimento che noi avevamo nel programma elettorale, avevamo il dovere di portarlo avanti perché era un impegno che avevamo assunto nei confronti degli italiani e abbiamo chiesto agli italiani di esprimersi”.
Maurizio Lupi esclude effetti immediati sull’esecutivo: “Evidentemente il cambiamento fa paura. Non credo ci siano conseguenze politiche, questo risultato ci spinge a impegnarci ancora di più per cambiare l’Italia: abbiamo ricevuto un mandato politico, deve essere concluso”.
E aggiunge: “Si votava per il cambiamento, per riformare un pezzo della Costituzione sulla giustizia o conservare. Mi pare che questo dato, anche con un’alta partecipazione, dica che la maggioranza degli italiani sceglie la seconda strada, nonostante le cose non funzionino”.
Le reazioni dal fronte del No
Tra i sostenitori del No emerge un clima di vittoria politica.
Ernesto Carbone, membro del Consiglio Superiore della Magistrati, scrive sui social: “E quest’anno il Ciaone è per Giorgia. Abbiamo vinto una battaglia che sembrava impossibile, ma abbiamo vinto”.
Andrea Orlando del Partito Democratico parla di un risultato simbolico: “Una vittoria della Costituzione e del Popolo italiano!”.
L’analisi: una riforma diventata scontro politico
Secondo Ettore Rosato di Azione, il referendum ha assunto un significato che va oltre il merito della riforma: “L’Italia è un Paese in cui le riforme sono sempre molto complicate e quelle costituzionali lo sono ancora di più. Dopodiché, la maggioranza ha fatto quello che poteva per rendere ancora più complesso il percorso della riforma: dal non aprire un dibattito parlamentare ad altri elementi di forzatura nella comunicazione, magari involontari, ma di cui il fronte del No ha approfittato in maniera intelligente”.
E aggiunge: “E sicuramente è diventata anche una battaglia contro Meloni. A me spiace del risultato, perché io considero che questa riforma fosse un pezzo del nostro programma elettorale. Ma è andata diversamente e bisogna girare pagina anche perché i problemi degli italiani sono tanti, da quelli economici alla difficile situazione internazionale e alle sue implicazioni”.






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