A Sferracavallo c’è ancora qualcuno che pensa di poter comandare con una bottiglia piena di benzina lasciata davanti a un locale. Qualcuno convinto che basti un gesto fatto di notte, nell’ombra, per seminare paura e sentirsi importante.

Ma diciamolo chiaramente: più che boss o criminali sembrano usciti da un videogame.

Gente che confonde la strada con la PlayStation, che vive dentro un film criminale costruito tra TikTok, trap sparata dal cellulare e pose studiate davanti allo specchio.

A questi scafazzati bisognerebbe lanciare un appello molto semplice: palesatevi. Fatevi vedere in faccia. Oppure smettetela con questo teatrino ridicolo.

Perché lasciare bottiglie incendiarie davanti a un’attività commerciale alle tre di notte non vi rende boss, non vi rende uomini e soprattutto non vi rende rispettati. Vi rende solo vigliacchi.

Ce li immaginiamo sempre uguali.

Barbe lunghe curate come influencer, occhiali Dior pure di sera, tute acetate lucidissime, scooter rumorosi, video su TikTok con la faccia cattiva e quella convinzione tragicomica di essere la nuova mafia del quartiere. Magari mentre si riprendono con il telefono in mano e la musica trap in sottofondo, convinti di fare paura quando in realtà fanno quasi pena.

Perché la mafia, quella vera, ha devastato questa terra per decenni.

Ha lasciato morti, sangue, famiglie distrutte, commercianti rovinati, quartieri piegati dal silenzio e dalla paura. E oggi vedere quattro ragazzotti che imitano quell’immaginario criminale come se fosse una moda da social network fa rabbia più di ogni altra cosa.

Non c’è niente di romantico, niente di potente e niente di “uomo” nel terrorizzare chi lavora onestamente. Non c’è onore nel colpire un locale, un commerciante o una famiglia che ogni mattina apre la saracinesca e prova a mandare avanti la propria attività tra mille difficoltà.

La verità è che questi personaggi sembrano vivere in una recita continua.

Vogliono sentirsi temuti, vogliono costruirsi una reputazione, vogliono che il quartiere parli di loro. Ma il risultato è solo uno: stanno trasformando la criminalità in una caricatura da social.

Sferracavallo però non è il set di Gomorra, non è una diretta TikTok e non è una partita online dove si gioca a fare i cattivi. È un quartiere pieno di persone perbene che lavorano, crescono figli, aprono negozi, fanno sacrifici e non hanno nessuna intenzione di piegarsi a quattro fenomeni convinti di essere intoccabili.

E allora l’appello resta quello: basta con questa sceneggiata.

Basta con i messaggi mafiosetti mandati nell’ombra. Basta con i teatrini da gangster di periferia.

Se avete qualcosa da dire, abbiate almeno il coraggio di metterci la faccia. Altrimenti sparite. Perché il quartiere è stanco di questi pupi della criminalità da TikTok che giocano a fare paura senza capire il danno che provocano.

E soprattutto perché Sferracavallo merita altro: merita rispetto, tranquillità e gente che costruisce, non personaggi che passano le notti a sentirsi protagonisti di un videogioco criminale.