E’ stato pubblicato l’atteso avviso per i contributi all’affitto per le famiglie in stato di necessità ma l’impianto rischia di lasciare fuori single, coppie senza figli o comunque nuclei familiari con meno di tre persone.

La pubblicazione

E’ stato pubblicato oggi l’Avviso pubblico che detta i criteri e le modalità di accesso al contributo regionale per il sostegno ai canoni di locazione, previsto dall’art. 57 della Legge Regionale n. 1 del 5 gennaio 2026.

Contributo da 3000 euro annui

Il provvedimento, approvato con Decreto del 1° aprile 2026 dal Dipartimento regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, prevede l’erogazione di un contributo annuo pari a 3.000 euro, con un incremento di 200 euro per ogni figlio successivo al primo. La misura è destinata ai nuclei familiari composti da almeno tre persone, con un ISEE non superiore a 10.000 euro (redditi 2024).

Domande solo on line

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online, tramite SPID, accedendo al portale istituzionale del Comune, entro le ore 23:59 del trentesimo giorno dalla pubblicazione dell’Avviso. A partire da lunedì 11 maggio sarà possibile effettuare la registrazione sulla piattaforma dedicata.

Sarà l’Amministrazione comunale a curare la verifica dei requisiti dichiarati e la trasmissione degli elenchi alla Regione Siciliana, che procederà successivamente alla formazione delle graduatorie e all’assegnazione delle risorse disponibili.

“Questo intervento rappresenta un sostegno concreto per molte famiglie palermitane che vivono una condizione di fragilità economica e che faticano a sostenere i costi dell’abitare nel mercato privato. Come Comune garantiremo la massima celerità nelle verifiche e nella trasmissione delle istanze, affinché le risorse possano essere erogate nel più breve tempo possibile”, dichiara l’Assessore alle Politiche Sociali e Socio Sanitarie, Mimma Calabrò.

Single e coppie senza figli restano fuori dai contributi

L’Assessore evidenzia però una criticità strutturale della misura: “Non possiamo non sottolineare un limite importante dell’impianto: l’esclusione delle persone singole e dei nuclei familiari con meno di tre componenti. Si tratta di una scelta che rischia di lasciare fuori una fascia significativa di cittadini, spesso altrettanto vulnerabile, come giovani lavoratori precari, anziani soli o famiglie monogenitoriali con un solo figlio”.

Serve confronto istituzionale con la Regione

“Riteniamo necessario avviare un confronto istituzionale con la Regione affinché, nelle future misure, si possa ampliare la platea dei beneficiari, rendendo gli interventi più equi e realmente aderenti alla complessità dei bisogni sociali del territorio”, conclude Calabrò.

Per ulteriori informazioni e per la presentazione delle domande è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di Palermo.