La difesa di Alberto Stasi ha una tempistica. L’avvocata Giada Bocellari ha dichiarato che i legali del 42enne, unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, contano di “fare istanza di revisione a carico del loro assistito entro l’estat”. E ha aggiunto: “Ci sono assolutamente i termini”.
L’avvocato Antonio De Rensis, che difende Stasi insieme a Bocellari, ha parlato questa mattina ai microfoni di Fanpage durante una diretta sul caso. Non ha usato mezze misure: “Io ritengo che questo sia il più grande errore giudiziario della storia italiana”.
De Rensis: “Ho letto le dichiarazioni di Mattei sull’impronta 33”
De Rensis ha scelto di concentrarsi su un elemento specifico dell’inchiesta bis: le dichiarazioni del colonnello Mattei, all’epoca nel RIS di Parma, sull’impronta palmare 33. “Ho letto le dichiarazioni del colonnello Mattei sull’impronta 33. Sono dichiarazioni molto importanti, confermate da svariati altri esperti ufficiali dell’Arma, e Mattei all’epoca era nel Ris di Parma. Se uno legge come descrive l’impronta 33, non credo si debba aggiungere molto altro”.
Sull’inchiesta bis nel suo complesso, De Rensis ne dà una valutazione netta: “Molto approfondita, svolta senza escludere alcun elemento, cercando di analizzare approfonditamente tutto ciò che purtroppo nel 2007 non fu analizzato approfonditamente”.
“Se le avesse dette Alberto, avrebbe preso l’ergastolo”
La parte più incisiva del suo intervento riguarda il peso degli elementi raccolti nell’inchiesta su Sempio, messi a confronto con ciò che per anni è stato analizzato a carico di Stasi. “Cosa si sarebbe detto se Alberto avesse proferito certe frasi, o scritto certe frasi? Ricordo che noi abbiamo passato 16-17-18 anni ad analizzare una telefonata al 118. Sono stati fatti convegni, congressi, ci sono stati esperti: tutti ad analizzare una telefonata. In questo fascicolo ho visto delle cose che se le avesse dette o scritte Alberto credo sarebbe andato all’ergastolo o a 30 anni di condanna”.
“Non mi interessa Sempio. Mi interessa tirare fuori Alberto”
De Rensis è esplicito sulla propria posizione nel doppio binario dell’inchiesta: “Gli elementi che stanno emergendo non so se porteranno qualcuno in galera, non mi interessa, certo devono far uscire Alberto dalla galera. A me non interessa niente di Sempio, rispetto il lavoro dei miei colleghi, con Cataliotti c’è sempre stato il massimo rispetto, non mi permetterò mai di fare il pubblico ministero aggiuntivo”.
Poi un affondo sull’indagine del 2017: “Ho sentito dire da qualcuno che non è stato verbalizzato l’arrivo di ambulanze e altre cose. Se non c’è un po’ di umiltà non si riesce a guardare il presente con un occhio obiettivo. Il modo giusto per guardare questa indagine è farlo senza pregiudizi, senza difendere posizioni personali stratificate oramai in due decenni, e saper riconoscere di non aver potuto fare magari una valutazione diversa perché le carte non c’erano”.
Alla domanda diretta se Sempio sia colpevole, De Rensis non risponde nel merito: “Questo non spetta a me dirlo. Io, insieme all’avvocato Bocellari, non faccio il pubblico ministero aggiuntivo. A me interessa tirare fuori Alberto Stasi”.
Bocellari: “I pm hanno smontato pezzo per pezzo la condanna”
L’avvocata Bocellari ha aggiunto che una volta presentata l’istanza di revisione “sarà possibile chiedere la sospensione della condanna” che Stasi sta attualmente scontando nel carcere di Bollate in regime di semilibertà.
La sua lettura degli atti è netta: “Io mi domando come si possa dire che non ci sono elementi nuovi in grado di demolire la sentenza di Alberto Stasi. I pubblici ministeri sono stati chiarissimi, hanno smontato pezzo per pezzo la condanna”.
Bocellari si sofferma poi su un aspetto che definisce poco discusso: “Quello che ci ha lasciato senza parole è tutta la prima parte di ricostruzione di quello che è accaduto nel 2016/2017 di cui si parla poco, ma che delinea un quadro molto grave obiettivamente e sul quale faremo ovviamente delle valutazioni separate. Questo non è di poco conto rispetto anche alla responsabilità eventuale di Andrea Sempio”.
Stasi si trova attualmente al carcere di Bollate in regime di semilibertà. Sempio è indagato: vige la presunzione di innocenza.






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