Non solo rafforzamento dei controlli e dei sistemi di sicurezza ma anche una reazione forte della politica. E fra le iniziative sbarca a Sferracavallo, come già avvenuto nei mesi scorsi allo zxsen, anche la Commissione regionale antimafia che terrà una seduta pubblica nella borgata marinara.

La dichiarazione del Presidente Cracolici

“Alla luce dei gravi fatti di violenza e intimidazione registrati a Caltagirone, Catania e Palermo, e di fronte a un’attività estorsiva che torna a essere violentemente visibile, la commissione regionale Antimafia ha deciso di fare la sua parte: terremo una seduta pubblica il 28 maggio nella borgata di Sferracavallo, a Palermo, all’interno dell’istituto comprensivo e coinvolgendo tutte le istituzioni, per dare il senso di una commissione che esce da queste mura e va incontro ai cittadini, anziché voltare la faccia” ha annunciato il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, intervenendo ieri in aula all’Ars.

Allarme lanciato anche dalla relazione di due anni or sono

“Già nella relazione fatta due anni fa da questa commissione – ha aggiunto Cracolici – avevo manifestato tutta la mia preoccupazione per la circolazione crescente di armi da guerra, un timore che si è ora manifestato con l’uso di kalashnikov. Abbiamo il dovere di tenere alta la vigilanza”.

Maggiori controlli

Proprio ieri sono stati rafforzati i meccanismi di vigilanza introducendo controlli dinamici e un rafforzamento dei servizi sul territorio anche di notte allo Zen e a Sferracavallo. Lo ha deciso il comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura dopo gli episodi di violenza e intimidazione accaduti tra Sferracavallo e allo Zen.

Il prefetto di Palermo Massimo Mariani ha presieduto la riunione di coordinamento delle forze di polizia, alla quale ha partecipato anche il procuratore della repubblica Maurizio de Lucia.

Ma Cracolici interviene anche sul tema della corruzione

Sul tema della corruzione, poi, il presidente ha chiesto gli atti sulla vicenda Cefpas e i presunti favoritismi: “Chiederemo che l’esposto presentato in procura venga acquisito dalla Commissione Antimafia per aprire un’inchiesta. Quanto sta succedendo nel sistema pubblico, tra Sas, Cefpas ed enti partecipati rischia di diventare una gigantesca macchina clientelare che si acuisce nel momento delle elezioni”.