Tre comuni, settantamila elettori, un unico filo conduttore: nel Siracusano le amministrative del 24 e 25 maggio si giocano su fratture interne ai partiti più che sui programmi. Ma dentro la tornata elettorale si nascondono partite nella partita: ad Augusta un sindaco senza simbolo che può rivalersi chi lo ha scaricato, a Lentini un deputato regionale che usa il voto comunale per consolidare la sua leadership nel centrodestra provinciale. Augusta e Lentini sono i laboratori politici più interessanti di questa tornata. Floridia chiude il quadro con un duello più lineare.

Augusta: Di Mare senza simbolo, ma con un conto aperto

Ad Augusta la partita più intrigante non si gioca tra i candidati, ma dentro Fratelli d’Italia. Il sindaco uscente Giuseppe Di Mare si ripresenta con una coalizione di otto liste, senza però poter usare il simbolo del suo stesso partito. I vertici nazionali di FdI gliel’hanno negato: alla radice della frattura c’è lo scontro con i dirigenti provinciali e con il deputato Luca Cannata, maturato sulle scelte di Di Mare nelle elezioni del Libero Consorzio e nella designazione dei componenti del Comitato di Sorveglianza dell’Ati idrico — mosse giudicate in aperta controtendenza rispetto alla linea di partito.

Ma la storia potrebbe avere un secondo tempo scomodo per chi lo ha scaricato. Se Di Mare vincesse , e con otto liste alle spalle l’ipotesi non è peregrina, la sua riconferma diventerebbe una rivincita politica capace di imbarazzare i vertici nazionali del partito. Abbandonare un sindaco che poi vince da solo è esattamente il tipo di errore che a Roma non passa inosservato. Il duello, insomma, non è solo tra Di Mare e Pancari: è tra Di Mare e la sua stessa ex casa politica.

A sfidarlo è Salvatore Pancari, candidato del blocco progressista formato da Pd, M5S e Alleanza Verdi Sinistra — un’alleanza che prova a capitalizzare proprio le crepe nel campo avversario. Completa il quadro il civico Concetto Cacciaguerra, terzo elemento in una campagna già segnata da confronti accesi.

Lentini: Carta gioca una partita più grande

A Lentini il voto nasce da una sfiducia costruita a tavolino. Il Mpa-Grande Sicilia ha fatto cadere il sindaco Rosario Lo Faro dopo averlo sostenuto in giunta: una mossa orchestrata dal deputato regionale Giuseppe Carta. Ora Carta è il primo sponsor di Giuseppe Fisicaro, il suo candidato di bandiera.

Ma la posta in gioco per Carta va oltre il risultato comunale. Lentini è il terreno su cui il deputato regionale prova a consolidare la propria leadership nell’intero centrodestra provinciale. Un successo di Fisicaro certificherebbe la sua capacità di muovere il campo, costruire coalizioni e imporsi come ago della bilancia nel Siracusano. Una sconfitta, invece, ridimensionerebbe la sua statura politica a vantaggio di altri che attendono con trepidazione l’esito del voto.

Il paradosso è che il centrodestra si presenta diviso proprio sulla sua partita: il coordinatore cittadino di Forza Italia è finito in una lista collegata a Pupillo, mentre una lista vicina alla senatrice forzista Daniela Ternullo sostiene Fisicaro. Due anime dello stesso partito su fronti opposti — una contraddizione che Carta dovrà risolvere, non solo vincere.

Il centrosinistra risponde con Vincenzo Pupillo, coalizione larga di cinque liste che include Pd, M5S e il radicato cartello civico Lentini Bene Comune. Completa la scheda Efrem Sanzaro, sostenuto da formazioni civiche locali d’area, in un quadro che fotografa un territorio politicamente frammentato e ancora alla ricerca di un baricentro dopo la caduta dell’amministrazione uscente.

Floridia: duello netto, meno incognite

A Floridia la geometria è più semplice: il sindaco uscente Marco Carianni, con quattro liste tra civici e Pd, contro il candidato di centrodestra Antonello Sala, sostenuto da cinque liste guidate da FdI e Forza Italia. Un testa a testa senza terzi incomodi, con esito più leggibile ma politicamente meno rivelatore degli altri due comuni.