La Sicilia al Centro del Mediterraneo è pronta per il suo rilancio e sta già vivendo una stagione di crescita ed è, attualmente, tra le aree più dinamiche del Paese per crescita economica, occupazione e investimenti. È quanto sostiene lo studio “Sicilia: una nuova stagione di investimenti e sviluppo”, presentato ieri pomeriggio da The European House – Ambrosetti e TEHA Group al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso di un incontro a Villa Malfitano con circa cinquanta rappresentanti delle principali aziende pubbliche e private e altrettanti partecipanti collegati in videoconferenza.
La relazione illustrata da Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group, scatta una fotografia dell’Isola che viaggia a velocità sostenuta, forte di un risanamento storico dei conti pubblici e capace di attrarre oltre un terzo degli investimenti totali destinati al Mezzogiorno da qui al 2030.
Pil e occupazione corrono più della media nazionale
I dati macroeconomici presentati ieri certificano la forte reattività del tessuto siciliano. Tra il 2019 e il 2024, la Sicilia ha registrato una crescita del Valore Aggiunto del +10,2%, un dato nettamente superiore sia alla media nazionale (+6,6%) sia a quella del resto del Sud Italia (+8,5%). A fare da traino è stato il boom del comparto delle costruzioni (+82,9%) insieme alla solida performance dei servizi (+8,4%).Sul fronte del lavoro, il tasso di occupazione generale nel quinquennio 2020-2025 è salito di 6,8 punti percentuali (contro i +5,1 dell’Italia), trainato in modo significativo dalla componente giovanile (+6,1) e femminile (+5,9 ). Un dinamismo che si riflette anche sull’attrattività internazionale: l’Isola è oggi la seconda regione del Sud per valore aggiunto generato dalle multinazionali estere.
Conti in regola: azzerato il deficit decennale
Il pilastro di questa nuova stagione economica poggia sul risanamento finanziario della Regione. Dopo dieci anni di disavanzo pubblico, che nel 2018 aveva raggiunto il picco di 7,3 miliardi di euro, il rendiconto 2024 si è chiuso con un avanzo d’amministrazione di 2,15 miliardi di euro.
Questo “risultato storico” – che ha incassato il plauso di Standard & Poor’s – è stato reso possibile da un imponente rafforzamento delle entrate fiscali, quantificabile in circa 2,6 miliardi di euro complessivi, guidato dai maggiori gettiti Irpef (+1,1 miliardi) e Iva (+387 milioni). Una solidità che, come sottolineato dal governatore Schifani, permetterà di impostare una prossima manovra economica di stampo chiaramente espansivo.
Un piatto da 126 miliardi di investimenti fino al 2030
Il cuore dello studio si focalizza sulla capacità della Sicilia di catalizzare capitali. All’interno della piattaforma “Verso Sud” di TEHA, che mappa 373 miliardi di euro di investimenti complessivi per il Mezzogiorno al 2030, la Sicilia fa la parte del leone assorbendo 125,8 miliardi di euro (oltre un terzo del totale), con una ricaduta occupazionale stimata in circa 467 mila posti di lavoro attivati.
I casi di successo industriale e infrastrutturale già avviati o programmati sul territorio sono numerosi. Si parla di Semiconduttori e Tech: il piano da 5 miliardi di euro di STMicroelectronics a Catania (con 2.700 nuovi occupati) e l’investimento da 1 miliardo di Enel e Enel Green Power per la Gigafactory etnea. Transizione energetica: l’Isola, seconda in Italia per potenza rinnovabile installata, vede progetti chiave come l’idroelettrico di Edison (600 milioni) e il primo parco eolico galleggiante del Mediterraneo firmato Renexia (3,4 miliardi). Logistica e Reti: il piano da 210 milioni del Gruppo Arena nella grande distribuzione e i progetti di WeBuild (400 milioni) e Inwit (25 milioni).
A sostenere questa transizione sul piano burocratico interverrà la nuova “Super ZES” della Regione Siciliana. Lo strumento introdurrà forti semplificazioni amministrative e metterà in campo dal 2026 uno stanziamento di 10 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai fondi nazionali per il credito d’imposta, oltre a un’interlocuzione con il Governo per sbloccare altri 200 milioni di fondi extraregionali.
Le sfide aperte: fuga dei cervelli e gap infrastrutturale
Nonostante i primati, la relazione presentata ieri a Villa Malfitano non nasconde i nodi strutturali che l’Isola deve affrontare, riassunti da TEHA in tre grandi sfide ovvero emergenza demografica, riconversione industriale e deficit di infrastrutture e trasporti.
L’emergenza demografica: negli ultimi dieci anni la Sicilia ha perso oltre 375 mila residenti, tra cui ben 102 mila laureati. Per invertire la rotta e trattenere i giovani (l’Isola è comunque terza in Italia per presenza di under 35), la Regione ha varato il piano South-Working 2026-2028 da 54 milioni di euro, che offre incentivi fino a 30 mila euro a lavoratore per favorire l’impiego in modalità agile.
La riconversione industriale: grandi poli tradizionali come la petrolchimica di Siracusa – che da sola genera il 14% del valore aggiunto regionale con 41.300 occupati – vivono una fase di forte criticità legata ai vincoli ambientali e alla transizione energetica.
Il deficit dei trasporti: la Sicilia sconta la minor quota in Italia di utilizzo del trasporto ferroviario e forti disconnessioni interne ed esterne. La risposta nei prossimi anni arriverà dai mega-investimenti sulla linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina (11,1 miliardi), sulla rete stradale (11,9 miliardi) e dalla chiusura dell’Anello Ferroviario di Palermo (entro il 2029), primo esempio nazionale di integrazione intermodale aereo-treno-nave. Sullo sfondo resta il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina da 3,3 km di campata unica.
Schifani: “Passati da ultimi della classe a esempio di efficienza”
“La Sicilia è passata dall’essere l’ultima della classe a una regione che dà lezioni di efficienza e si trasforma in modello. Oggi siamo primi in Italia per aumento dell’occupazione, secondi per crescita del Pil, con un trend superiore alla media nazionale e una dinamica positiva degli investimenti che favorisce il rafforzamento della presenza di gruppi industriali nazionali e internazionali” commenta il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“La Sicilia troppo spesso è stata raccontata attraverso i suoi problemi. Ora bisogna osservare i progressi e riportare ciò che sta davvero cambiando – ha aggiunto Schifani – Ringrazio per questo Studio Ambrosetti e gli imprenditori di Teha club, che hanno riconosciuto il lavoro svolto dal mio governo nel raggiungere parametri economici mai sfiorati in passato e che oggi sono diventati realtà. Il cambiamento più importante – ha concluso – non riguarda tuttavia i singoli indicatori, ma la nuova immagine di una Sicilia forte e credibile, dove l’affidabilità rappresenta l’asset immateriale decisivo per ottenere la fiducia di chi vorrà investire. La Sicilia è infatti oggi la prima regione nel Sud Italia per valore aggiunto delle multinazionali estere, a conferma di una crescente attrattività”.
L’appuntamento di ottobre
Tutte le proposte, i progetti di investimento e le analisi avanzate dalla piattaforma permanente Act Tank Sicilia verranno formalmente presentati in occasione del forum annuale pubblico, in programma il prossimo 29 ottobre 2026 nella sede del Castello Utveggio a Palermo.






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