Come tradizione vuole, l’ultimo weekend di giugno, le strade del centro storico di Montelepre vengono incorniciate da sfarzose luminarie per rendere omaggio al Santissimo Crocifisso, patrono del paese.

Il comitato dei festeggiamenti presieduto da Giuseppe Lo Grasso, concluse le “coppate” e il “tassamento” per raccogliere fondi tra i cittadini (risorse necessarie alla stesura del programma di intrattenimento) porterà in scena svariate iniziative culturali e ricreative con la presenza di artisti musicali di fama e personaggi dello spettacolo che arricchiranno le serate del 25, 26 e 27 giugno prossimi, mentre il 28 giugno, giornata clou della Festa del Santissimo Crocifisso, sarà interamente dedicato all’aspetto religioso e devozionale dell’importante ricorrenza.

Il Paese si veste a festa

In questi giorni il paese si veste a festa, con la presenza delle tradizionali bancarelle di “calia e simenza”, “torrone”, “zucchero filato”, oltre ai venditori di palloncini e ai giostrai.

Con l’accensione delle luminarie in Piazza Ventimiglia e nel centro storico, giovedì 25 giugno alle ore 21,00, sul palco si aprirà il sipario con gli allievi delle scuole di ballo locali che, metteranno in scena uno spettacolo di danza. Prevista la presenza anche di uno special guest.

Dopo l’accensione delle luminarie, le giornate di festa

Venerdì 26 giugno alle ore 15,00, in piazza Flora, gonfiabili e animazione per i più piccoli e, giochi popolari e calcio balilla umano per i giovani. Alle 17,00 tamburinari e majorettes sfileranno per le vie del paese. Alle 18:00 giro della banda musicale Amadeus che accompagnerà a seguire anche la Processione del SS. Sacramento. Infine alle ore 21,30 il concerto di Dune Mosse Zucchero Fornaciari Celebration Band e cabaret con Claudione e Vespertino in piazza Ventimiglia.

Sabato 27 giugno alle ore 15,30 teatro dei pupi con una rappresentazione su don Pino Puglisi alla Torre Ventimiglia. Alle 17,00 mostra itinerante e spettacolo equestre per le vie del paese dove alle 18,00 arriverà anche una street band. Alle ore 21,00 terza edizione della degustazione gratuita della pasta all’antica De.Co. e alle 22,00 Silvia Mezzanotte in concerto. La celebre cantante italiana, nota soprattutto per essere stata la voce solista dei Matia Bazar con cui ha vinto il Festival di Sanremo nel 2002, coinvolgerà il pubblico con la sua splendida voce. A seguire disco music con Dj Rizzo per ballare tutti in piazza.

Domenica 28 giugno, dopo l’alborata, la banda musicale Amadeus suonerà in festa per le vie del paese a partire dalle 8,30, mentre alle 11,00 accompagnerà le Autorità Civili e Militari nel corteo che si formerà al palazzo municipale di Montelepre per raggiungere la Chiesa Madre dove, alle 11,30 l’Arcivescovo di Monreale Mons. Gualtiero Isacchi, presiederà la Messa Solenne in onore del Patrono di Montelepre.

Anche il procuratore De Lucia alla festa

Alla celebrazione eucaristica prenderanno parte il procuratore capo della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia e l’europarlamentare Caterina Chinnici quali ambasciatori dell’Associazione Nazionale Città del Santissimo Crocifisso a cui l’omonima congregazione locale ha aderito.

Nell’occasione, il Presidente Salvatore Sapienza riceverà il vessillo ufficiale del sodalizio che raggruppa tutti i comuni italiani che venerano il Crocifisso.

Alle ore 13,00, la Congregazione darà vita alla “Scinnuta ru Crucifisso” dall’altare maggiore del duomo cittadino, per posizionare il simulacro sulla “vara” da “parare” a festa.

Dopo la Santa Messa pomeridiana delle 18,30, partirà la processione del prezioso e miracoloso simulacro del Crocifisso, portato a spalla dall’omonima congregazione religiosa che, quest’anno, festeggia 30 anni dalla sua formale costituzione, anche se la tradizione ha origini risalenti al 1760.

Immensa fede e devozione lega i monteleprini sparsi nel mondo al culto del Santo Patrono. Per l’occasione, alcuni connazionali residenti all’estero tornano nel paese natio.

Centinaia di fedeli con le candele accese, molti di loro a piedi scalzi, per grazia ricevuta o richiesta, precedono il simulacro del Santissimo Crocifisso assieme a tutte le confraternite religiose del paese.

La statua lignea di Cristo in Croce, venerata nella Chiesa Madre, poggiata su una pregevole vara ornata di luci e fiori, ai cui lati siedono dei bambini, viene portata a spalla dai confratelli della congregazione che, come sempre, indossano un fazzoletto bianco in testa e un gilet rosso per simboleggiare la purezza di Cristo e il sangue che ha versato per noi.

Il simulacro viene preceduto dal comitato uscente e seguito dal clero, dalle autorità civili e militari, tra cui il sindaco Giuseppe Terranova e il Presidente del Consiglio Comunale Giusy Sapienza, il locale comandante della stazione dei carabinieri Luca Furno e il comandante della Polizia Municipale Giuseppe Scasso. Dietro di loro il nuovo comitato dei festeggiamenti che dovrà occuparsi di curare il programma delle manifestazioni del prossimo anno e la banda musicale Amadeus.

Il percorso

Lungo il percorso processionale i confrati recitano delle orazioni in lingua siciliana per esortare il popolo ad inneggiare: “E aduramilu sempre e spissu, Viva u Santissimu Crucifissu”, con la risposta corale “Viva”. Un’orazione composta nel 2018 dall’avvocato Giuseppe Saitta recita: “Santissimu Crucifissu, cu vui cunfiru spissu, cu vui cunfiru e speru, speru sta grazia di lu celu e sta jurnata un’avi a passari ca unn’avi a cunsulari, li grazi chi v’addumannamu n’avi accurdari. Grazia Santissimu Crucifissu”, con risposta corale del popolo: “Grazia”.

Due i momenti più emozionanti che segnano la parte finale della Processione: “L’acchianata ra strata ranni”, che i confrati percorrono di corsa nella ripida salita di via Filippo Riccobono e il rito del rientro del simulacro in Chiesa Madre. I portatori di Vara, come sempre, camminano e salgono i gradini dell’ingresso del luogo di culto, all’indietro, perché il Santissimo Crocifisso non volta mai le spalle al suo popolo.
Infine, un “grande spettacolo di giochi pirotecnici” chiude i festeggiamenti.

L’intero programma è stato pianificato dal comitato dei festeggiamenti, in collaborazione con la congregazione del Santissimo Crocifisso, con il patrocinio del Comune di Montelepre e dell’Assessorato regionale al Turismo.

“Ringrazio tutta la cittadinanza, le attività commerciali e le imprese – dice il presidente del comitato Giuseppe Lo Grasso – che hanno contribuito nell’organizzazione dei festeggiamenti, così come il sindaco Giuseppe Terranova, l’Amministrazione Comunale e l’assessorato regionale al Turismo.
Un grazie caloroso va ai nostri concittadini residenti all’estero, tra cui la famiglia Elina Saputo in Borsellino e la famiglia Lino Saputo del Canada, Fabio Di Noto, Giovanni Chirco, Angelo Licari e Joe Mazzola di Detroit. Grazie – prosegue Lo Grasso – a tutto il comitato per il lavoro svolto in questo anno organizzativo, il nostro parroco Don Dario Russo per la sua generosità e disponibilità e, tutte le autorità”.

L’adorazione del Santissimo Crocifisso di Montelepre poggia le sue basi sull’unione tra la storia vera e la leggenda. Lo storico Don Santino Terranova mostra anche scritti di Giuseppe Pitre’ il quale narra che: “questo simulacro, giunse da paesi lontani, via mare, a Palermo dove, passato in mano a delle persone di Montelepre, venne trasportato in paese ed esposto alla venerazione dei fedeli”.
“Alcuni studiosi – prosegue Padre Santino – sostengono che la prima festa abbia avuto luogo nella seconda metà del XVII secolo. Il simulacro, una pregevole scultura in legno di noce dipinta, la cui datazione rimane incerta, ma attribuita a Fra Umile da Petralia (al secolo Giovanni Ritorno), viene descritto come “stupendissimo e prodigiosissimo, di grande rilievo”. Lo storico Giovanni Filingeri sostiene invece che “l’autore è da ricercarsi nel circuito degli intagliatori trapanesi”. Secondo lo storico G. Schiro’ “il volto di questo simulacro esprime la dolcezza infinita di un sacrificio fatto con amore e per amore”.

Vi sono altre leggende legate al simulacro, come pubblico’, in un suo libro sulle tradizioni popolari nei comuni del partinicese, il Prof. Enrico Somma. Una di queste narra che il suo autore fosse stato un monaco santo che però ebbe problemi nel creare la faccia del Cristo, al punto di chiedere aiuto direttamente alla Provvidenza. Il giorno dopo, risvegliandosi, lo avrebbe trovato completo. Oppure la leggenda che il Crocifisso sarebbe stato trovato da alcuni monteleprini in una grotta di Carini. Portato in paese, sarebbe nata una disputa con gli abitanti della città vicina che ne avrebbero rivendicato l’appartenenza. Per sedarla fù deciso che il simulacro venisse caricato sopra un asino, il quale, lasciato libero di andare dove volesse, si sarebbe recato a Montelepre. I cittadini di Carini avrebbero preteso allora che, ogni anno, i monteleprini celebrassero una festa in suo onore e, nel caso in cui anche per un solo anno la festa non si fosse fatta, il Crocifisso avrebbe dovuto fare ritorno a Carini e rimanervi per sempre.