È sorto un comitato spontaneo di abitanti in via Sambucia, a Palermo, per protestare contro la totale mancata erogazione dell’acqua che si protrae ormai dallo scorso 13 giugno. Il disservizio è iniziato a seguito di alcuni interventi effettuati sulla rete idrica da parte dell’Amap. Da quel momento, i rubinetti di circa duemila persone che risiedono lungo questa importante arteria cittadina sono rimasti completamente a secco, aggravando una situazione già difficile a causa dell’emergenza climatica.

I disagi della popolazione e i costi insostenibili delle autobotti

La prolungata interruzione della fornitura sta causando pesanti disagi alla cittadinanza, colpendo in modo particolare le fasce più deboli della popolazione. Tra i residenti esasperati c’è il signor Innocenzo Baldanza, un anziano invalido di 88 anni costretto ad acquistare l’acqua da privati per soddisfare i bisogni primari. Il servizio di rifornimento tramite autobotte comporta una spesa di circa 70 euro a viaggio, un costo diventato insostenibile nel lungo periodo per molte famiglie della zona.

Il silenzio dei vertici aziendali e l’avvio delle azioni legali

L’Amap, interpellata più volte dal comitato e dai singoli cittadini per avere chiarimenti sul guasto, non ha finora offerto soluzioni concrete né ha fornito indicazioni precise sulle tempistiche necessarie al ripristino del servizio. Di fronte alla mancanza di risposte e al perdurare dell’emergenza, i residenti di via Sambucia hanno deciso di non aspettare oltre e stanno valutando l’avvio di azioni legali, insieme alla presentazione di formali esposti all’autorità giudiziaria per tutelare i propri diritti.