Dopo lo scontro verbale (quello fisico è stato sfiorato ma mai c’è stato contatto) ieri sera in via D’Amelio all’arrivo della fiaccolata partita da Piazza Vittorio Veneto, gli organizzatori della stessa fiaccolata gettano ulteriore benzina sul fuoco della polemica.
A parlare sono Mauro La Mantia della “Comunità ‘92” e Davide Gentile del “Forum XIX Luglio” che organizzano ormai da 30 anni la fiaccolata che chiude la giornata dedicata a Borsellino.
Clima ormai pesante in via D’Amelio
La loro reazione è rude e dai toni tutt’altro che concilianti. Piuttosto è un attacco frontale a Salvatore Borsellino: “Da quando esiste il Movimento delle Agende Rosse, si respira un clima pesante in via D’Amelio ogni 19 luglio. Quest’anno, però, si è superato il limite. Nel pomeriggio il luogo della strage si è trasformato in un palcoscenico dal quale sono state urlate tesi surreali, accusando gli ideatori ed i partecipanti alla Fiaccolata di sostenere presunte azioni di depistaggio istituzionale. Salvatore Borsellino, per diversi giorni fino al pomeriggio di ieri, ha creato un clima di tensione aizzando ed invitando la folla ad impedire l’ingresso in via D’Amelio ai “fascisti” (riferendosi a chi organizza la Fiaccolata) ai politici ed ai rappresentanti delle istituzioni. Una condotta irresponsabile che ha generato una indegna gazzarra al termine della nostra manifestazione, quando un centinaio di persone hanno provato a disturbare la nostra presenza in silenzioso raccoglimento davanti all’ulivo. Queste gente, molti dei quali neanche palermitani, con il loro comportamento indicibile hanno profanato un luogo sacro della nazione”.
Il cognome non lo rende proprietario di via D’Amelio
“A Salvatore Borsellino – continuano La Mantia e Gentile – diciamo che portare quel cognome non lo rende proprietario di via D’Amelio e censore delle commemorazioni del 19 luglio. Via D’Amelio appartiene all’Italia ed agli italiani perbene, non è lui a stabilire chi e come può commemorare Paolo. Da quel palco ha blaterato di aver concesso, in questi anni, il nostro ingresso in via D’Amelio. Gli facciamo notare, sommessamente, che dal 1996 cioè ben 13 anni prima della sua comparsa nelle iniziative del 19 luglio, la Fiaccolata entra in via D’Amelio senza chiedere il permesso a nessuno. Salvatore Borsellino, ormai pervaso da un complottismo irrazionale, ha accusato noi di volergli sottrarre il palco di via D’Amelio. Nulla di tutto questo. Semplicemente quest’anno volevamo concludere la Fiaccolata, visto il 30° anniversario, con lo spettacolo teatrale firmato da Manfredi Borsellino e dedicato a suo padre Paolo. Ha fatto di tutto per impedirlo ma non c’è riuscito”.
Mai microfono ai politici dalla fiaccolata

Il corteo fiaccolata silenzioso in memoria di Borsellino 19 luglio 2026
“Noi non abbiamo mai usato il 19 luglio e via D’Amelio per fare passerelle e comizi. La nostra manifestazione è silenziosa e nessun politico, per nostra scelta, ha mai preso il microfono in mano. È Salvatore Borsellino che da anni tenta di trasformare via D’Amelio in una sezione di partito, a metà tra quello comunista e del Movimento 5 Stelle, con continui interventi di esponenti politici di sinistra che usano l’anniversario per fare la loro propaganda politica. Salvatore Borsellino ha tutto il diritto di essere di sinistra ma non può arruolare Paolo, distante anni luce da quelle idee, e pensare di estromettere chi non è di sinistra e non abbraccia le sue teorie sulle stragi”.
Contrasteremo la mistificazione
“Contrasteremo – concludono – con la forza della corretta informazione la grande mistificazione in atto della figura di Paolo Borsellino, che si tenta di trasformare in una sorta di partigiano rosso dedito alla ricerca di improbabili collegamenti tra potere, terroristi di destra e, persino, ambienti del Movimento Sociale Italiano che pure lui stesso frequentò. Stigmatizziamo la gestione dell’ordine pubblico da parte della Questura di Palermo che non è stata in grado di far rispettare gli accordi presi in un tavolo condiviso lo scorso 11 luglio. Quando era in vita Rita Borsellino nulla di tutto questo succedeva in via D’Amelio. Tra noi c’era grande distanza politica ma anche molto rispetto reciproco. Con Salvatore, purtroppo, l’armonia in via D’Amelio è finita”.






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