Sul caos voli a Fontanarossa emerge sottotraccia la partita sulla vendita delle quote della Sac. Quello che appare come uno scontro tra centrodestra e critica sulla gestione dell’emergenza-Etna nasconde, in realtà, una frizione più profonda che attraversa la stessa maggioranza regionale, proprio nei giorni in cui si gioca la partita, ben più corposa, della privatizzazione della società che gestisce gli scali di Catania e Comiso.

Minardo scudo sulla sac

Il commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, è intervenuto con una nota per difendere l’operato della Sac, finita sotto attacco per la gestione dei disagi legati alle ricadute di cenere vulcanica sull’aeroporto. Parole nette: no alla “caccia alle streghe”, chi lavora sul campo per gestire l’emergenza “merita rispetto, non processi sommari”. Minardo cita esplicitamente anche la Regione, ponendo di fatto lo scudo dell’esecutivo attorno alla società di gestione, e sposta il discorso sul piano propositivo: potenziamento di Comiso, integrazione tra scali, investimenti su strade e ferrovie, una “strategia aeroportuale siciliana” da costruire con Regione, gestori ed enti competenti.

L’affondo alla Sac di Forza Italia, Mpa e Lega di Catania

È un intervento che arriva non a caso nel momento in cui, sul fronte opposto della coalizione, si moltiplicano le richieste di cambio di rotta nella governance SacMpa, Lega e la stessa Forza Italia catanese, nella giornata di ieri, hanno chiesto un cambiamento ai vertici della società. Minardo, di fatto, entra a gamba tesa per riportare ordine nella coalizione e nel suo partito.

Primavera (Mpa): “Sac non fa il proprio mestiere”

Sul fronte opposto, il deputato regionale di Mpa-Grande Sicilia Santo Primavera rincara la dose con toni molto più duri. “L’Etna fa il suo mestiere da millenni, ma la Sac, palesemente, continua a non saper fare il proprio”, scrive in una nota che parla di turisti “abbandonati come naufraghi” nei terminal e definisce “un insulto” ogni tentativo di scaricare le responsabilità sulla fatalità degli eventi naturali. Anche Primavera invoca un piano di emergenza strutturato e il pieno utilizzo di Comiso, ma il bersaglio è  esplicitamente la governance della società, definita inadeguata.

Mpa, del resto, è impegnata da tempo, su scala regionale, in una vera e propria crociata contro la vendita delle quote Sac: un pressing che ha radici politiche precedenti al caos di queste settimane e che oggi trova, nell’emergenza voli, una sponda comunicativa immediata.

Una partita nella partita

Ecco allora il punto politico: la querelle sulla gestione dell’emergenza Etna diventa la superficie visibile di uno scontro più ampio, che riguarda il futuro assetto proprietario dell’aeroporto. Da una parte Forza Italia, con Minardo, che protegge l’attuale governance e prova a incanalare la tensione verso un tavolo tecnico-istituzionale. Dall’altra Mpa, con Primavera, che usa la crisi per rilanciare la richiesta di un cambio ai vertici, in una logica che si salda con la battaglia più ampia sulla cessione delle quote di maggioranza.

I privati interessati a Fontanarossa

In mezzo, la procedura di privatizzazione che sta entrando nel vivo. Alla scadenza dell’avviso pubblico erano arrivate 14 manifestazioni di interesse; dieci operatori sono stati ammessi alla seconda fase: Corporacion America Airports, Royal Schiphol Group, Mundys, Adani Airport Holdings, Save, 2i Aeroporti, Mag Overseas Investment, Oman Airports Management Company, Macquarie European Infrastructure Fund e Vinci Airports. Un parterre che mescola grandi player internazionali della gestione aeroportuale e fondi infrastrutturali, a conferma dell’appetibilità dello scalo etneo e di quello di Comiso.

Gli interrogativi aperti

Resta da capire quanto l’emergenza di queste settimane, la seconda in un mese legata a fenomeni vulcanici, possa incidere sulla prospettiva dei privati in corsa. Due criticità operative ravvicinate, con voli dirottati e passeggeri bloccati, sono il tipo di episodio che un investitore internazionale valuta con attenzione: non tanto per l’evento naturale in sé, quanto per la capacità dimostrata dalla governance attuale di gestirlo. È un aspetto che può pesare sia sulla valutazione economica della quota di maggioranza, sia sulle richieste di garanzie e sulle tempistiche della procedura.

Sul piano politico, lo scontro interno al centrodestra pone un’altra domanda: se la partita sulla governance Sac diventerà un tema di campagna in vista delle elezioni regionali del 2027, con Mpa che prova a intestarsi la battaglia per ancorare al pubblico la gestione dello scalo e Forza Italia che si posiziona invece come garante del cambio di passo che guarda ai privati.