Zaini come cuscini, teli da mare al posto delle coperte, corpi distesi lungo i corridoi dello scalo. È questa l’immagine che arriva da Fontanarossa nella notte tra domenica e lunedì: centinaia di passeggeri bloccati dall’Etna, senza un volo e senza un letto.
Chi resta a terra
C’è chi doveva partire per le vacanze e si è ritrovato seduto su una valigia invece che su un aereo. C’è chi le vacanze le aveva già finite ed è rimasto intrappolato a Catania invece che tornare a casa e al lavoro. Famiglie con bambini piccoli, turisti stranieri arrivati da fuori regione, siciliani in partenza per l’estero: il blocco non fa distinzioni, e lo scalo si è trasformato per ore in una sala d’attesa senza vie d’uscita.
Le immagini che fanno discutere
A raccontare per primo la situazione sui social è Enzo Vinciullo, commissario provinciale di Mpa-Grande Sicilia, partito che segue da vicino anche il dossier sulla cessione della Sac con occhio critico,con alcune foto di passeggeri distesi sul pavimento dello scalo. “Vergogna aeroporto di Catania”, scrive Vinciullo a corredo degli scatti, in un post che nelle ultime ore ha raccolto commenti e condivisioni.
Un tabellone che racconta l’attesa
Dietro ogni notte passata per terra c’è una sigla cancellata sul tabellone delle partenze. Alle 9:30 di stamattina, come testimoniato dalle foto del tabellone che hanno fatto il giro della chat, risultavano già annullati almeno 14 collegamenti. Numeri destinati a crescere ancora, con lo stop totale in vigore fino alle 14 di oggi: ogni ora che passa significa altri passeggeri che si aggiungono a chi già aspetta da ieri sera.
Vacanze rimandate, rientri saltati
Il danno più immediato è quello che si consuma nelle valigie rimaste chiuse in un angolo dell’aeroporto. Per chi era diretto in Sicilia, la vacanza parte con ore o giorni di ritardo. Per chi doveva ripartire, il rientro a casa e al lavoro slitta senza una data certa. E poi ci sono i siciliani che hanno pianificato le vacanze l0ntano dall’isola: il rischio di bruciare i soldi è altissimo. Fontanarossa, in piena stagione estiva uno degli scali più trafficati del Sud Italia, si trova a gestire un’emergenza che si misura non solo in voli cancellati, ma in notti perse e programmi saltati per centinaia di persone.






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