La cenere dell’Etna ha fermato gli aerei, ma non ha fermato chi ha provato ad approfittarsene. Mentre migliaia di passeggeri restavano bloccati tra Catania, Palermo, Comiso e Trapani, sul mercato dei trasferimenti via terra si sono materializzate cifre che definire eccessive è un eufemismo: fino a 800 euro per una singola tratta. Una situazione che ha spinto i parlamentari M5S Filippo Scerra e Luciano Cantone a presentare un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture, chiedendo verifiche su taxi e NCC e la piena tutela dei passeggeri.

Il caso di Claudia

A dare concretezza alla denuncia arriva la testimonianza di Claudia, turista rientrata da una vacanza a Siracusa, raccontata nei giorni scorsi da BlogSicilia. Il suo volo Ita da Catania è stato cancellato via mail alle 21.30 della sera prima, con un volo sostitutivo da Palermo il giorno dopo e un dettaglio che ha fatto saltare ogni previsione: il trasferimento da Catania a Palermo doveva organizzarselo da sola. Treni esauriti, pullman di linea introvabili, bus regionali annunciati ma di fatto irreperibili: alla fine, in stazione degli autobus a Fontanarossa, Claudia si è trovata davanti a un gruppo di taxi che chiedeva 700 euro in contanti per la corsa verso Palermo. Le auto a noleggio non scendevano sotto i 600 euro.

Numeri che, se confermati su scala più ampia, danno concretezza proprio a quanto denunciato dai due parlamentari cinquestelle: un mercato dei trasferimenti che, in una situazione di emergenza e scarsità di alternative, avrebbe approfittato della disperazione dei viaggiatori.

Taxi e NCC, due regimi diversi

Nell’interrogazione, Scerra e Cantone tengono a marcare una distinzione tecnica che è anche il cuore della vicenda: il servizio taxi è sottoposto a tariffe fissate dalle amministrazioni comunali, mentre l’NCC segue un regime di determinazione del corrispettivo diverso, più libero. Una differenza che, secondo i parlamentari, non giustifica però l’assenza di controlli: va verificato se il tassametro sia stato utilizzato correttamente dai taxi e se agli utenti NCC siano state comunicate in modo chiaro tariffe ed eventuali supplementi prima della corsa.

È esattamente il punto debole raccontato da Claudia: nessuna informazione preventiva, nessuna alternativa proposta dal personale aeroportuale se non taxi, noleggio auto e bus di linea già esauriti, e una richiesta di pagamento in contanti che lascia margini di opacità.

Le autorità chiamate in causa

I due parlamentari chiedono al Ministero di coinvolgere ART, AGCM ed ENAC, insieme alle autorità territorialmente competenti, per accertare eventuali irregolarità nei giorni dell’emergenza. Chiedono inoltre dati puntuali sui trasferimenti effettuati, sulle tratte più colpite e sugli importi richiesti, oltre a sapere quanti controlli, contestazioni e sanzioni siano già stati adottati nei confronti degli operatori.