È Marco D’Angelo, 38 anni, messinese, l’uomo evaso ieri pomeriggio dal carcere di Augusta, nel Siracusano, dove stava scontando una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti. Le ricerche sono in corso, mentre la Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica della fuga.

La fuga e i tempi dell’allarme

Secondo una prima ricostruzione, D’Angelo si sarebbe allontanato intorno alle 15 di ieri. L’assenza del detenuto sarebbe stata notata dagli agenti soltanto alcune ore dopo, verso le 19, quando è scattato l’allarme. Un intervallo di circa quattro ore che gli inquirenti stanno cercando di spiegare, anche alla luce del ruolo che l’uomo svolgeva all’interno dell’istituto.

D’Angelo, infatti, lavorava al sopravvitto del carcere, occupandosi della gestione dei generi alimentari e di conforto acquistabili dai detenuti. Un incarico che gli garantiva una maggiore libertà di movimento rispetto alla media della popolazione detenuta, circostanza su cui si sta concentrando parte delle verifiche.

Secondo quanto ricostruito finora, il 38enne avrebbe approfittato di un cambio di turno per superare i sistemi di sicurezza dell’istituto e scavalcare il muro di cinta. Resta da chiarire se abbia agito da solo o se abbia sfruttato una finestra temporale individuata in anticipo.

Le indagini della Procura

Gli investigatori stanno verificando l’eventuale presenza di complici che potrebbero aver atteso D’Angelo fuori dal perimetro del carcere, ipotesi al momento non confermata. Al vaglio anche l’ipotesi di una complicità interna alla struttura, da incrociare con le quattro ore trascorse tra l’allontanamento e la scoperta dell’assenza. Gli inquirenti stanno ricostruendo i turni di controllo del pomeriggio e verificando se il ruolo di D’Angelo al sopravvitto abbia inciso sulla possibilità di muoversi senza destare sospetti.