Il centro aziendale di Campo Carboj sarà riqualificato per trasformarsi in una struttura destinata ad accogliere gli studenti delle università siciliane. L’annuncio, arrivato durante la giornata Olea Experience 2026, riguarda un’iniziativa congiunta tra l’ESA, Ente Sviluppo Agricolo, e l’Università degli Studi di Palermo. Il progetto esecutivo è già stato ammesso a finanziamento nell’ambito dell’Azione 4.2.2 del PR Sicilia 2021-2027.
Cosa prevede il progetto per gli studenti
Gli edifici del centro, oggi in condizioni edilizie precarie, verranno recuperati per ospitare gli studenti impegnati in stage e periodi di formazione, sia brevi sia di più lunga durata. L’annuncio è stato dato nel corso dell’incontro di apertura della giornata, nell’aula mediatica di Campo Carboj, al quale hanno partecipato tra gli altri il commissario straordinario dell’ESA Domenico Turriciano e il direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo, Baldassare Portolano.
L’operazione punta a rafforzare il legame tra il centro sperimentale e il mondo universitario, dando una funzione stabile a una struttura che oggi non è in grado di ospitare chi vi svolge attività di formazione.
La giornata Olea Experience 2026
L’annuncio è arrivato nell’ambito di Olea Experience 2026, la giornata dedicata all’olivicoltura svoltasi il 24 settembre a Campo Carboj, organizzata dall’ESA e dalla rivista Agrisicilia, con il partenariato de La Goccia d’Oro. L’appuntamento ha richiamato numerosi olivicoltori e operatori del settore, alternando approfondimenti tecnici e scientifici a dimostrazioni pratiche nei terreni dell’azienda.
Ampio spazio è stato dedicato alla ricerca, con gli interventi dei docenti Filippo Vetrano, Nicolò Iacuzzi, Francesco Paolo Marra e Livio Torta. Tra i temi affrontati, gli studi sull’irrigazione dell’olivo e il deperimento di alcune piante di olivo del Castelvetranese, con attenzione alle condizioni che possono favorire fenomeni di marciume radicale. Il direttore generale dell’ESA Mario Candore e il dirigente Giuseppe Greco hanno inoltre illustrato la collezione di germoplasma olivicolo custodita nel centro.
Le tecniche a basso impatto ambientale
Una parte della giornata è stata riservata alle tecniche agricole sostenibili, con dimostrazioni curate dai tecnici delle aziende sponsor. Luca Bellettini ha illustrato l’impiego del caolino, capace di riflettere parte della radiazione solare e di contrastare la mosca dell’olivo. Roberto Pugliesi si è soffermato sulla taratura delle macchine irroratrici, per ridurre sprechi e impatto ambientale.
Alessandro Indigeno ha spiegato l’uso delle trappole per il monitoraggio della mosca dell’olivo, con l’obiettivo di limitare gli insetticidi chimici, mentre Luca Di Leo ha presentato le potenzialità dei nanofertilizzanti per una distribuzione più uniforme dei nutrienti.
Dalla teoria alla pratica tra i filari
Dopo gli approfondimenti in aula, la giornata si è spostata tra i filari di Campo Carboj, dove olivicoltori e operatori hanno assistito alle prove pratiche e si sono confrontati con tecnici ed esperti. Interesse ha suscitato la visita alla banca del germoplasma dell’olivo siciliano, dedicata alla conservazione e allo studio della biodiversità olivicola dell’isola, curata dai tecnici Leonardo Gambino, José Muratore e Rosario Bono.






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